venerdì 27 dicembre 2013

Sono solo affari


 
Al termine di ogni anno la "famigghija" si riuniva per il resoconto dei traffici, era una consuetudine ci si sparava e poi si facevano gli auguri di Natale, eravamo tutti gangster ma buoni, buoni..
 
 L'incontro con tutto il clan di Al Pappone, mi aveva messo in agitazione.
 Mi ero ribellata e dopo anni di richieste, avevo preso la bomba che tenevo custodita nella mia valigetta e l'avevo sganciata, procurando una deflagrazione talmente violenta da lasciarmi sbalordita. La mia insubordinazione era già risaputa nel profondo sud, destando preoccupazione. Loro erano stati chiari: "Kyra, con questi non si scherza, sei fuori.. ti ammazzeranno come una zanzara", porteremo fiori. Erano affettuosi i gangster del sud, loro non parlavano con Al Pappone, ma con  Al Peace che era tutt'altra cosa.  
 
Al Pappone era colui che aveva inventato la gara della lingua più lunga, ed era una gara che non potevo vincere, c'erano srotola lingua professionisti, che facevano mesi di allenamento, bravi efficienti, io invece ero la classica spina nel fianco di Pappone.
 
Nonostante la bomba e l'eco, nessuno fece parola, pensai che a fine riunione sarei stata fatta fuori dal Padrino in persona, mentre Scarface se ne lavava le mani, lui nonostante tutto le aveva sempre pulite.
 
Fecero parlare il Pelato, gangster famoso, per le sue rapine milionarie, a me il Pelato aveva dato sempre consigli ottimi fatti di due parole :"Non fiatare", "Non chiedere", "Non rompere", "Bacia le mani", "Annuisci", "Fai la spia", "Parati il culo", "Nel dubbio spara". Poi parlò Cocaina noto per le sue infiltrazioni negli uffici che contano, lui andava al sodo dal palco allestito in suo onore tuonò: " basta scippi!, basta rapine da quattro soldi! siete grandi, comportatevi da grandi! Rapinate Banche! portavalori! cazzo!!"  
 Vicino a me c'era Bonnie che friggeva: "vedi issu? issu è nu strunzo, va blaterenno, e poi  me futte na rapine fatta co lu modu, anni di appustamenti e pu arria issu, mo me arzo in piedi e lu dicu a tutti". La trattenni a fatica: "Calma Bonnie, non è il modo di vendicarsi, qui sono tutti armati".
 
La riunione terminò, misi il sorriso migliore, quello adatto per morire, sprezzante, sguardo dall'alto verso il basso e andai incontro al mio destino. Mi feci strada tra i gangster, conoscevo tutti, erano un centinaio, forse era quella l'ultima volta che li vedevo. Sorridevo.
 
"buon natale Scarface!" e questi rispose : "mi pigli per il culo?"
"buon natale Al Pappone a te e alla sacra famiglia!" questi sorrise degrignando i denti.
"buon natale Padrino!!" feci un inchino e lui rispose: "buon natale a te Pupa Kyra!" indifferente come tutti i grandi killer.
 
Incontrai sulla strada dei saluti Don Peppone, era sudato, tremava, la sua mano sembrava una frittella gelatinosa e umida e al mio augurio, mi rispose sibilando qualcosa di incomprensibile.
 
Era stato lui! quello che aveva detto della bomba, era chiaro.. tutti stavano in silenzio ma lui tremava.
"Caro Don Peppone non angustiatevi, avete fatto quello che andava fatto!"
"Ma io veramente non capisco perché non ti hanno sparato!!" disse deluso.
"Faranno passare le feste, tranquillo"
 
A questo punto dovevo giocare bene le mie carte, Al Pappone andava scoperto, niente silenzi.
Scarface il giorno dopo mi telefonò: "Kyra cara, aggiustiamo le cose, la bomba facciamo finta sia sfuggita al tuo controllo, non vorrai farlo passare per un attentato ad Al Pappone?"
 
Rimasi in silenzio, la mia testa era appesa a un filo, avevo solo una speranza.
 
"Fammi scrivere dal "Padrino" voglio relazionare sui traffici tuoi e di Al Pappone"
Il Padrino scrisse chiedendomi se ero intenzionata a prendere una pallottola in fronte oppure a darmela a gambe, risposi che ero pronta a tutto, vivere o morire, lasciare la famiglia, ma prima avrebbe ascoltato quello che avevo da dire sui tradimenti e truffe di Al Pappone.
"e allora spiegami il perché della bomba..."
la bomba serviva a creare attenzione, e spifferai a valanga tutto quello che era stato capace di combinare Al tutto per soldi, ma non quelli della famiglia, tutto per i suoi soldi.
 Al Pappone era ferito, colpo basso, anni e anni per imparare ma ce l'avevo fatta.
Sarebbe resuscitato si, ma l'onore non l'avrebbe più recuperato.
 
Quanto a me, ora niente mi spaventava, neanche la morte. 
  
 
  

sabato 23 novembre 2013

Sono polemica e non mi dispiace




Mi piace discutere, nel senso etimologico del termine  (dal latino discutĕre, composto di dis- e quatĕre ovvero scuotere) e anche polemizzare nel senso di rompere l'anima.

Oggi ci sono le scarpe rosse contro il "femminicidio". Ma fatemi il favore! serviranno a qualcosa? simbolo di cosa? abbiamo pure ripescato una parola per fare distinzione da "omicidio" come se noi donne avessimo bisogno dell'etichetta nostra.  Un delitto è un delitto, una violenza è una violenza. La violenza, i soprusi sono sempre fatti ai danni dei più deboli, siano uomini, donne o bambini. E' l'umanità ferita, è la parte nera nascosta in ognuno di noi è a volte fatalità, a volte premeditazione. E' il mostro, o la strega cattiva, ma non sono favole.  E poi queste "giornate" contro questo contro quell'altro.. ma che senso hanno? spiegatemelo, il circo di "oggi ricordiamo" ?! e domani? dopodomani?  

 p.s. il 19 novembre è la giornata internazionale dell'uomo (ci sono caduti anche loro)

Ritorniamo alla polemica.

Ho una conoscente che prende botte dal compagno, e le prende... le riprende... poi corre a casa a preparargli il pranzo, prima o poi ci rimarrà secca, è cosciente di questo, lui non cambierà eppure... Ora mi chiedo ma se uno va a 200km su una strada, potendosi fermare o rallentare, e alla fine si schianta, che facciamo la giornata della "vittima della velocità"?
Certo ci sono differenze notevoli, ci sono persone ridotte in schiavitù, ci sono persone abusate senza che loro possano fare una scelta, ma tutto questo non riguarda il genere sessuale riguarda la parte più indifesa della popolazione e questo per migliaia di motivi.

Ripolemica.

Gay, io non ho niente ne a favore ne contro di voi, sopporto il carnevale posso sopportare il gaypride, però va detto che io non sbandiero vestendomi da prostituta, le mie convinzioni sessuali (sarà per pudore) a me non importa nulla di chi lo fa con chi e come lo fa... sei felice? sono felice per te qualunque sia il tuo genere omo/etero, non mi riguarda cosa fai a letto. Diritti è vero che siete discriminati ma... l'atteggiamento crea spesso la discriminazione.
 A volte il mondo è come mia madre che affermava "gay? pervertiti, malati mentali..gente inaffidabile... " poi un giorno conosce un mio amico si scambiano le ricette di cucina, lui l'abbraccia affettuoso, chiede sempre di lei al telefono e alla fine le presenta quel "figo straccia mutande del suo fidanzato" e la mia mamma mi dice:" certo che per come è bruttino lui, ma come avrà fatto a trovare un bel ragazzo come quello? uhm si sarà innamorato della dolcezza.."  e io rimango meravigliata di come a volte potrebbe essere tutto più semplice.  

Polemiche conclusive

Certo siamo abituati ad etichettare tutto, ad aver paura di tutto ciò che va fuori dai nostri schemi, a cominciare dal linguaggio, per farsi capire bastano qualche migliaio di parole spesso di origine arcaica, vere, ereditate, quasi un patrimonio genetico, e ci capiremmo bene, invece eccoci che per ogni cosa troviamo sfaccettature, sfumature, parole nuove tanto da dimenticarti il valore della cosa stessa, torniamo a un mondo più "primitivo" più vero, accettiamo le differenze come meravigliosa opportunità di confronto e smettiamo di farci trasformare in tanti codici a barre.    






"Lo scopo di una discussione o di un dibattito non deve essere la vittoria, ma il miglioramento."
Joseph Joubert, Pensieri, 1838      

lunedì 18 novembre 2013

Non sono una brava ragazza


Venerdì sera, piove… vorrei finire di scrivere “la storia di Caterina” e invece mi butto sul divano, guardo il computer a due metri, e non mi convinco.  Doccia veloce, metto la felpa con Matley,e un paio di pantaloni caldi, a piedi nudi, giro per casa, non ho voglia di niente, accendo la tele.. zapping tra idiozie varie. Sento il suono di diversi SMS, il telefono sul tavolo, vorrei far finta di nulla, tanto sarà il solito stalker, nel profondo c’è la piccola illusione che ci potrebbe essere il messaggio che attendo.
Guardo il telefono: stalker, stalker, l’amica sciantosa con l’sms incomprensibile (?!) come previsto. Ancora uno trillo ed ecco il messaggio di Superman: ”che fai? Ti andrebbe film e birretta?”
Sono sbigottita, film e birretta? Voglio dire, ci conosciamo da tempo, mi hai fatto una discreto corteggiamento, consistente in incontri poco casuali, visite in ufficio per fare un saluto, telefonate per chiedere qualche informazione, battute su “come te nessuna”. E io niente, solo lusingata, da oca egocentrica ho avuto pure l’idea di spiattellare il tuo debole per me a quelle che al tuo passaggio srotolano la lingua tipo tappeto, e invece sono una tomba, rido nel profondo dei pensieri quando qualcuna mi chiede: “Ma a te che tipo sembra?” rispondo un laconico: “ma si è carino, un po’ troppo … bambolo”  

“Film e birretta?” ma che t’è passato in mente per mandare un messaggio così? Ti ho preso sempre in giro con quell’ironia sarcastica che mi rende odiosa. A frasette gentili ho risposto: “se devi contattarmi per consigli sul lavoro fallo pure, per il resto non sono roba per i tuoi denti” 

Deduco che ha sbagliato numero. (!?)
Gli rispondo: “film e birretta” possono andare, ma dipende dal film.
Memore di un DVD che mi ha passato, film d’autore giapponese con dialoghi di 30 parole in 2 ore.
Mi infilo gli stivali senza calzini, giubbotto sopra a Matley, non passo per il trucco, esco, prendo l’auto, in breve arrivo a casa sua, nonostante le sue indicazioni simili a un pasticcio di spaghetti.
E’ imbarazzato, le sue mani passano nervose tra i capelli, e questo mi fa ricordare altre mani altri capelli (!!)
Il film è un “americanata demenziale”, la birra è pessima, guardo il film con i piedi nudi su di un divano che non è il mio, Superman per tutto il film starò pensando: “ora che cazzo faccio?” Finisce il film, due parole un grazie per la pessima birra detto scherzando, mezzo abbraccio e mi infilo per le scale, lasciandolo sul pianerottolo, perplesso. Di ritorno, varie pensieri affollano la mia mente ecco un estratto:
  1. le brave ragazze non vanno a vedere film a casa di uomini.
  2. le brave ragazze si truccano e si mettono i tacchi per rifiutare avance.
  3. le brave ragazze non criticano la birra e il film.
  4. le brave ragazze se vanno a casa di Superman, ci stanno.
  5. le brave ragazze sono freddolose.
  6. le brave ragazze sono eccitate all'idea che Clark apra la sua casa a loro.
  7. le brave ragazze se possono avere Superman, non pensano alle fave crude.
  8. le brave ragazze sanno che i Principi Azzurri Romantici Pensanti, sono psicopatici.
  9. le brave ragazze non sono passionali, non si arrabbiano e mantengono la calma.
  10. le brave ragazze sanno quando è il caso di mentire.

Non sono una brava ragazza.

lunedì 28 ottobre 2013

Il contratto


Ore 10,30 venerdì
non si fanno contratti di martedì o di venerdì, qualcuno dice così.

Eppure siamo alla firma del contratto, mi costerà qualche "milleuro" però è quello che volevo, è una necessità e una presa di posizione forte, senza possibilità di scappatoie.
L'ho detto e l'ho fatto.

Pensare alla faccia che farà Scarface, mi da un brivido di soddisfazione..
Sono quattro pagine di contratto, niente di nuovo, firmo decisa, poi tocca a "X", punta la penna sul foglio e io lo blocco.

K: aspetta a firmare, parliamone meglio.
X: parlarne ora?

In un istante mi rendo conto di averlo convinto, di essere stata subdola di avere fatto pressione sul suo orgoglio, di aver pigiato tasti nel tempo, di aver trovato quelli giusti, forse è un plagio.
Sono consapevole, pronta a rinunciare, mi batte il cuore forte, non vorrei dire quelle parole, non vorrei fiatare.

K: ti rendi conto di quello che potrebbe succedere, nella peggiore delle ipotesi?
X: certo! ma ho valutato che il rischio è commisurato alla possibilità.
K: potresti rischiare di ritrovarti a "zero", sei sicuro? io ho sempre fatto così..ma tu hai sempre creduto in certe cose, nelle regole, da qui non si torna indietro.
X: ma io ci credo, tu hai avuto l'idea, ma io ho fatto tanto per questo non credi?
K: cosa?
X: schierarmi dalla tua parte dopo anni significa che ho avuto modo di appurare quello che hai detto/fatto, ho avuto modo di capire che razza di bestia sei, ma cosa credi, che non abbia capito quello che sta succedendo? credi forse che sia un'idiota?

Tengo il contratto in mano, mentre l'altro ci guarda perplesso.
X: muoviti dammi quel cavolo di contratto, sto mettendo una firma, mica sto ammazzando qualcuno.

Non ho mai pensato a "X" come ad un idiota, ma di sicuro ho pensato a lui come un "senza palle", un gregario, uno di quelli che applaude quando lo fanno gli altri, uno di quelli che "se non puoi vincere, non metterti in battaglia", uno di quelli che vegetano da "piantina felice".  Poi nei momenti buoni, l'ho pensato solo diverso da me, solo più "cauto" più "preciso" al punto di non fare le cose.

E lui firma, ed è contento come se avesse compiuto una grossa impresa contro i tiranni, contro il sistema, come una scommessa che mette i brividi.

K: va bene, comunque è una cosa da poco, voglio dire .. che sarà mai?
X: sembra a te, è l'inizio.... della rivoluzione.

Sorride, io quel sorriso non glielo avevo mai visto, è un sorriso che sa di ribellione, perché anche le formiche nel loro piccolo si incazzano. 



"Cambia tutto vivere sotto pressione, certe persone le spremi e si svegliano, altre crollano."

venerdì 11 ottobre 2013

Le MC ovvero, le mignotte commerciali



Andò alla storia un mio intervento a una riunione quando ad un dirigente che diceva che le donne nella consulenza sono più fortunate perché possono fare "vedere" una certa femminilità che costringe l'uomo a firmare tutto ciò che ha davanti, mi ero alzata esclamando :"Idiota! il consulente è un professionista, non vende "sensualità" vende la sua professionalità, e sai perché nel nostro lavoro ci sono poche donne? perché qualcuna è talmente scema da pensarla come te! io penso a un consulente talmente professionale da sembrare asessuato"  Il mio intervento era stato sopra le righe, leggermente isterico come si conviene a una donna, ma erano due ore che si dibatteva sul fatto che un rossetto, tacchi e il bottone slacciato della camicetta aiutino....(e voi ben mi capirete) Firenze poi era la patria della consulenza con le palle, scese un silenzio disarmante, fino a quando il più maschilista di tutti il collega Fabio C. (nome vero ndr) il alzò in piedi e cominciò un applauso... ancora siamo amici/colleghi.

Quindi potete ben comprendere come le "mignotte commerciali" (doi dette M.C) non le possa digerire, nel corso degli anni poi mi sono abituata a vedere la collega con davanzale in vista, o la santa con autoreggenti casualmente fatte intravedere, o altre cosette. Io penso: "vuoi prostituirti? ok" ma chiama le cose con il loro nome, non sei una consulente, sei una mignottina di basso livello, allora fai quel lavoro e specializzati.

Io pensavo che le donne fossero le uniche a detenere il primato di "M.C.", e invece arriva lui:

1)email commerciale in cui a dispetto del tono confidenziale si firma Dott.re (a meno che non sei un laureato in una branca medica, a me stanno sulle palle i prefissi) ignoro l'email, tanto non voglio comprare roba
2)mi richiede amicizia su fb. Alla mia risposta "chi sei? perché mi sembra proprio di non conoscerti" si slancia in una spiegazione sugli amici in comune, sul fatto che mi deve conoscere, su come ci siano tante leggende di "stronza affarista" su di me, che non può far a meno di chiedersi perché. Alle sue adulazioni rispondo :"guarda che non compro niente altro dalla tua azienda".
3)si finge offeso. "ma io non pensavo a vendere, sei una bella persona e vorrei conoscerti, magari mi dai ottimi consigli, magari diventiamo amici...magari.."
4)seguono sms di chiaro stampo M.C.

Appuntamento:

come trattare un MC? posso io non divertirmi verbalmente parlando? posso io esimermi dal dirgli quello che lo farà crescere nella sua professione? (!) 

Arriva
Scia di profumo
t:"hai un buon profumo"
d:"davvero? è un campioncino"   
(fanno campioncini da mezzo litro? mah)
d:"ti volevo illustrare bla bla bla bla....bla"
t:"ti avevo detto che non compro niente altro..."
d:"si però pensavo che vedendo i prodotti e me, potevi cambiare idea"
t:"non cambio idea"
d:"certo che però sei proprio affascinante.. voglio dire una donna proprio particolare"
t:"ti ringrazio, hai una sigaretta?"
d:"bè ma io le sigarette me le faccio con il tabacco"
t:"e saresti capace di farmene una?"
d:"....certo ci provo"
fissarlo mentre fa cadere il tabacco sul tavolo, mentre impacciato sotto il mio sguardo, cerca di chiuderla, è un mezzo spettacolo.. 
t:"vuoi una birra?"
d:"non vorrei disturbare"
t:"hai disturbato ad arrivare... "

Con la birra in mano, l' MC sa che ha poche chance per provare a giocarsi la vendita, intimidito ma sufficientemente preso dalla sfida si lancia in cose simili a sbottonarsi una camicetta per una donna, o a far vedere l'autoreggente. Incomincia con la sua vita particolare difficile, vita di attimi, poi passa a raccontarmi le sue avventure, per finire con la sua attrazione per donne mature, insomma illustra tutto il catalogo. Si passa le mani tra i capelli spesso, si tocca il collo, fa girare l'anello, l'orologio, il braccialetto.. e  io lo ascolto piantandogli gli occhi addosso, in silenzio.

t:"finito?"
d:"bè si... però vorrei sapere che ne pensi"
t:"dei prodotti o di te?"
d:"di me ... "
t:"di te? uhm... vediamo, punti troppo sulla tua immagine tralasciando i prodotti e soprattutto tralasciando la parte principale per un venditore, la conoscenza della concorrenza, messa così secondo me, ne hai di cose da imparare"
d:"..sono sconcertato... dirmi queste cose così, in fondo mi conosci poco, non è piacevole sentire queste cose, sappi che sono anni che ci lavoro, ho preso una laurea per questo.. "

(ultima parte del MC giocare il ruolo dell'indifeso cucciolo piccolino)

t:"volevi sapere e io sono sincera..."
d:"ultima cosa prima che vado... tu sei speciale, una donna straordinaria, emani fascino e sicurezza.. e io pagherei per uscire con te"

Non so se è stata la frase, il modo oppure lo sguardo da gatto travestito da topo, boh sono scoppiata a ridere. Un MC che non vende, ma vorrebbe addirittura pagare? ne deve fare di strada il ragazzo.


venerdì 4 ottobre 2013

Facebook planet



Se considerate facebook una "grande città'" tipo metropoli, state  facendo un errore, le metropoli garantiscono privacy ed anonimato fb no, sarebbe opportuno  paragonarlo ad un paesello di poche centinaia di anime,tutti sanno tutto e il pettegolezzo è considerato lo sport d'eccellenza.

Gli abitanti del pianeta Fakebook (licenza poeticomusicale)

L'egocentrico
Posta cose proprie,legge voluttuosamente i commenti, difficilmente risponde, gli sembra di stare su di un palco scenico, applausi a senso unico. vi manderà una richiesta di amicizia, scriverà un paio di battute...fino a quando sarà convinto di avervi tra i suoi fans, li potete trovare tra la gente comune. Affine a questa categoria appartengono per "lavoro", attori, modelle, artisti.... ecct. Nota ottimistica, se questi personaggi "egolavoratori" hanno normali interazioni, potrete essere certi di aver trovato persone veramente valide e particolari, che non subiscono il fascino dell'adulazione e quindi amici veri, oltre che "Artisti" con A maiuscola. 

Il pessimista
Cerca e posta link, della serie " macchè mondo di merda", io sono sincero.. La vita è un dare avere..ma tutti mi feriscono, la prima idea di interazione con questo soggetto è semplice, gli diresti:" ma perché non ti butti dalla finestra?" non lo fai perché sai che prima di farlo posterà qualcosa sulla società marcia, sul lavoro indegno, sulla gente inaffidabile... Per una logica psicologica questo essere è fortemente "dannoso e cattivo" con se stesso e con tutta la gente che gli capita a tiro.

L'affarista
La sua bacheca è uno slogan di lavoro, sembra che costui lavori 28 ore al giorno, e non abbia bisogno di tempo neanche per i suoi bisogni fisiologici, se crede che sei utile al suo lavoro ti corteggerà utilizzando tutti i mezzi persuasori per diventare un tuo fb friends.

Bimbominkia, bimbaminkia
 al contrario di quello che si può pensare i soggetti in questione spaziano da età comprese tra i 12 e i 90 anni, riconoscerli è facile, foto su foto con pose assurde, a 12 anni labbruccio a cuore, a 50 post sulle scarpe tamarre, e foto di aperitivi, foto con il figone /figona di turno, il minkia è geloso della sua capacità d'espressione e quindi vuole 5678 commenti a ogni foto, corredata cuoricini applausi stelline e tutto quello che può far capire che il soggetto è melamunito o scemunito.

La zoccolona in incognito
Posta status in cui lava,stira e cucina..foto di torte, foto di vacanze familiari,
Su 200 foto ne troverai solo 4 del marito e non proprio chiare, la zox fa di fb il suo territorio di caccia, si destreggia con le liste, con foto innocenti al mare ....niente pose eccessive da vamp...ma cambierà immagine profilo spesso, con i capelli fatti, rossetti diversi, sguardi obliqui... Ogni tanto si lascerà coinvolgere in discussioni impegnate, sia destroidi che sinistroidi, è apolitica tutto quello che le interessa è di trovare un diversivo tra una lavatrice e l'altra, attenzione a lasciare i vostri amici in bellavista, sappiate che chiederà amicizia a tutti quelli che ritenga di target trombabile. (non essendo molto delicata, potrebbe farvi fare delle figure pessime) e potreste sentivi apostrofare dai vs amici:" scusa ma chi è quella battona amica tua?"

I santi
Postano tutte le preghiere su medijgorie,su ogni luogo miracoloso esistente sulla terra...vi spronano con frasi del tipo:"lui ci ama" "se ami Gesù condividi" " signore aiutami oggi a non peccare"..." la preghiera ci salverà. La cosa strana che per ogni cosa che vi pregano di non fare (loro in realtà le hanno fatte tutte) sono i peccatori più completi che potreste conoscere.. Per scoprirli devi averli già conosciuiti fuori da fb, altrimenti sanno recitare la bene la parte.

Gli illuminati
Vegetariani, vegani, equo solidali, verdi, naturalisti,ecologici.
Postano animali, postano foto di agnelli e maiali che parlano chiedendo: tu essere immondo perché ti nutri della mia carne? Perché non sei sereno con quello che hai? Basta consumismo, lo sai che esiste un altro tipo di vita, un mondo diverso? Non ti senti stupido a nutrirti di cose morte? La vita è bellissima un giardino di fiori, meditare meditar...allontanare gli stati del bisogno. Tutto bello ma detto tra noi, il dubbio è che di canne se ne fanno troppe e forse vivono in una comune.. Sono hippy saggi con aspirazioni notevoli, vogliono fare i guru.

La mamma perfetta
Posta foto del cucciolo in ogni posa e in ogni dove incurante che l'esserino, a volte,  più che a un amore di bambino assomigli in modo preoccupante allo smigol, la signora scambia consigli sulla bacheca con altre mamme.. È monotematica. E nonostante cerchi di porsi come splendida persona è 90 volte su cento una cornuta da Oscar.. (esiste anche la versione papà perfetto.. uguale se trovate più di 4 click dalla stessa persona probabilmente è la sua amante)

Il gregario
di solito sembrano innocui, cliccano mi piace sulle tue foto, sui tuoi stati. (tutti senza distinzione.   Attenzione  spesso dietro questa figura si nasconde un abile stalker, si insinua ispirando simpatia, manda mail per sapere come stai. Una volta acquistata la tua fiducia ti potresti trovare con 100 sms sul telefono, a cui se non rispondi ne manderà ancora un 100 con la frase: "davvero io non capisco perché.." 

Gli amici
e poi ci sono loro, sconquassati che non puoi classificare.. cliccano mi piace su qualcosa e poi ti mandano una mail con scritto :" a kyra...ma che cazzo stai a dì??"  oppure " ma chi è quel pezzo di bono inenarrabile che hai aggiunto?" Quelli che "per fortuna che ci sei te, co le tue stronzate a farmi ridere".  Quelli che :" passo da te per un caffè... che sto facebook ha rotto i coglioni"  e io li adoro!!

martedì 24 settembre 2013

Suggestioni, emozioni, favole.



La vita è bellissima e ha fascino , voglio dire è un mistero di perfezione che puoi capire solo quando ti sfiora o si avvicina la morte, detto in questo modo sembra triste.. ma in realtà è solo un monito, la vita va vissuta pienamente "come se non ci fosse un domani" o quasi (citazione copiata da un tipo non male, lui si riferiva ad un'altra cosa ma...).

 Ed io ho sete di suggestioni, emozioni e favole, ed è una sete molto selettiva, non voglio favole in saldo, emozioni da pochi secondi, eh no... io voglio tutto e di più, sintonie, sguardo che ti spoglia il cuore.. e poi magari anche il resto.

Se è vero che nei primi secondi arriva il giudizio preventivo o come lo chiamo io il "pregiudizio" già il tipo con gli occhi dal colore indefinibile cominciava male, troppo ingenuo, troppo bimbo... troppo... eppure alle mie chiacchiere nervose, rispondeva con battute e silenzi calcolati, non troppo presente, non troppo assente, secondo me non gli piacevo.

A fine cena però cambiai leggermente idea, colpa di quello sguardo di intesa che mi lanciò l'oste mentre diceva: "spero siete stati bene ragazzi", una frazione di secondo.. mezzo sorriso, e le mie idee cambiarono, colpa della frase audace inaspettata al bancone del bar, che lui mi sussurrò.
  
 200 gradini per arrivare al mare...

tolgo insieme al tacco 12 diversi pregiudizi, correre insieme veloci, per arrivare, più si scende più il mare sembra scintillare sotto la luna piena, ogni tanto ci fermiamo per riprendere forse solo per guardarci e sorridere.

 Le mani che si cercano. Si cammina vicini, forse i corpi hanno intelligenza propria, nel camminare si strusciano come per un caso, come se non ci fosse abbastanza spazio, e si scende, sembra una metafora, si scende verso i desideri, si scende verso la notte rischiarata da quella luna che sembra spiarci, è una notte perfetta. Credo che l'abbiamo pensato in due.

Poi l'evitabile cercato, labbra che si incontrano... occhi negli occhi, il mare che sussurra cose indecenti, e noi le ascoltiamo.. a rovinare tutto basterebbe una parola ma restiamo in silenzio, come se non ci fosse un domani, a volte una notte può contenere una storia, una vita.. mani che sfiorano, desiderano... guardiamo in alto, dovremmo ritornare su alla realtà, 200 scalini, non sarà facile..


mercoledì 11 settembre 2013

Più sesso, meno seghe (mentali). I consigli di Samantha


Finalmente avrei rivisto Samantha, lei un mito assoluto. Solare, limpida, realista, sognatrice sveglia.
Avevo assolutamente bisogno dei suoi consigli su come snellire le mie pratiche seduttive.

 La mia vita sensuale erotica stava prendendo una brutta piega, stavo vagando su grandi progetti, ripensando alle gesta eroiche compiute nei tempi passati, ricordi di romantiche gite, mazzi di fiori e sesso sfrenato. Poi come per un voltafaccia della dea bendata, ero passata dalla conquista del grande dirigente pirla segaiolo, al manager "mi fa male solo parlati" ....poi ero caduta su un bisex, che nel dubbio non si concedeva a nessuno,  per non parlare della "fava che non si cuoce" a cui avrei dovuto semplicemente passargli un conto a 5 zeri per consulenza psicologica dedicata, gli ero corsa dietro portandomi uno "specchio" sperando potesse cogliere il delicato suggerimento :"guardati/mi" ma non era servito a nulla, le anime leggere con piume troppo pesanti non "riflettono".

Samantha poteva salvarmi, stavo diventando un caso disperato.
Dopo un breve briefing a base di Spritz dannatamente alcolici, con la fetta d'arancia che annegava ubriaca e contenta, dissi tutte le mie perplessità a Lei, era risoluta.. avremmo risolto, io avrei ascoltato, carpito segreti, e finalmente sarei tornata a essere si, una romanticona ottocentesca, ma con qualcuno di piccante a cui fare slacciare il corsetto.

Gli raccontai della "fava che non se cuoce", lei con la sua proverbiale acutezza mi fece riflettere dicendo: "e se fosse troppo scotta? Fidati le fave o si cuociono in tempo standard o non si cuociono più".  Controbattei dicendo :"scusa Sam, ma ci può essere un'eccezione?!, magari una su 100"
lei mi gelò dicendo:"1 su mille e probabilmente non è questa". Mi stava battendo anche sul fronte matematico.

Sam:" ma con quel pezzo di figliolo del personal trainer, c'hai provato?"
Kyra:" ma cosa dici? stava lavorando.."
Sam:"E lui non ci ha mai provato con te?"
Kyra:"ma noooo, a dire il vero una volta mi si è appoggiato dietro spiegandomi come aggiustare il computer, mentre guardavo il monitor mi si pure avvicinato al viso e al collo..."
Sam:" e tu? "
Kyra:"io cosa? mah niente... è stata una cosa casuale"
Sam:"Si come no.. uno si appoggia sul tuo sedere mentre tu in piedi guardi il computer, ed è casuale?"

Boh! cominciavo a sentirmi come La bella addormentata nel bosco, Samantha continuò facendomi un esempio, in effetti è il sistema di apprendimento che preferisco, L'esempio pratico.

Sam: "arrivata ad un party molto affollato, lo vedo, lo guardo, gli sorrido.. lui ricambia, io sono decisa a sentire che sapore ha, faccio in modo che la sua girl si allontani, ecco sono sola con lui...

Mentre lei racconta.. io già mi immagino il finale.

Sam:".... mi avvicino a lui, gli metto una mano sul sedere mentre gli parlo della festa, mi avvicino ancora di più e sfioro la sua bocca, e comincio a baciarlo.. semplice noooo????"

Kyra:"Sam, io non potrei mai riuscire a fare una cosa del genere... io non so, cerco l'avventura romantica creata.. un po' magari adolescenziale, forse riuscirei dopo un 2 bottiglie di vodka"
Sam:" e allora datti all'alcool, sii viva, smetti di psicanalizzare fave, cetrioli e finocchi!"

Sam aveva ragione le leggevo anche i pensieri, io pensavo alle mie cotte per le verdure, e lei intanto si faceva il giardiniere. Aveva ragione, le cose sono sempre più semplici di quello che si crede, o perlomeno lo sono 999 su 1000.

Ringraziai Sam mitica amica. 
Presi carta e penna, scrissi:

"Cara "Fava che non se cuoce", anche oggi ti ho pensato, questa è l'ultima volta o la penultina........."

Non poteva in fondo essere la volta buona quel 1 per mille?!! Romantico, avventuroso, piccante, mentalmente attraente.. sorprendente... dolce e erotico. Si dai poteva essere, un tipo di miracolo può succedere. 

Mi aspettavano lunghe penultime volte.. e il negozio degli alcolici.

venerdì 26 luglio 2013

incontri extrasensoriali



Rigiro il bicchiere lo guardo, il mio cocktail preferito, quel colore rosso leggermente sbiadito dal ghiaccio,  un tovagliolino giallo come sottobicchiere, ecco io i sottobicchieri non li ho mai compresi a fondo, si attaccano al bicchiere, qualche volta scivolano a terra qualche volta si appiccicano sul tavolo o sul bancone del bar.

 La conosco questa serata, la riconosco, percepisco nell'aria le molecole di poli d'attrazione diversi.
 La mia amica parla, parla e ogni tanto si sofferma sulla parola "scopata" probabilmente mi starà raccontando delle sue intime storie, il ragazzo di fronte osserva, forse interessato alla mia scollatura o a stralci di conversazione che può vagamente udire, ma io non sono lì.. dovrei avere la decenza di dirlo, di scusarmi e di andare via, non so dove sono, ma la mia mente è profondamente distratta, e invece resto a far finta di ascoltare in modo educato.  Il ghiaccio si sta sciogliendo, odio i cocktail con troppo ghiaccio, non mi resta che infilarci le dita e togliere due cubetti ed appoggiarli sul portacenere, lo faccio in modo talmente naturale che potrebbero pensare che è buona educazione liberarsi del ghiaccio in questo modo. E a un certo punto mi sento di dire quello che provo, tanto che mi importa quello che penserà lei... non importa tanto non dovrei essere lì. 

"Tra poco arriverà qualcuno che ha deciso di passare qui ..qualcuno che sa che ci sono io.."

"Kyra stai farneticando, tutto può essere, prendiamolo come un gioco"

"forse busserà sul vetro, entrerà si toglierà il giubbetto mettendolo sulla prima poltrona, poi guarderà direttamente qui, mi saluterà con la mano e con un "Ciao Kyra" detto con due toni più alti del normale, farà due o tre passi verso di noi... io lo guarderò, e lui capirà che dovrà tornare indietro, che non è il caso che sappiamo già come finirà, hai in mente il film highlander, quando l'immortale sentiva la vicinanza di un suo simile?"

"mi vuoi spaventare? no, perchè ci stai riuscendo"

"e daiiii... scherzavo"

Lei sorride scuotendo la testa, come per dire:"che bimba che sei!"

e anche io rido, l'atmosfera si alleggerisce, quando sento bussare sul vetro dietro a me, non mi giro, il sangue si fredda nelle vene, il respiro si ferma alla gola, intorno il mondo rallenta. Lei mi guarda perplessa, io fisso impassibile l'ultimo cubetto di ghiaccio che si sta sciogliendo. 


venerdì 14 giugno 2013

Questo matrimonio s'ha da fare..



A:" ho una grande novità!! mi sposo!"

Eccola l'amica strana, che chiama e mi da la grande notizia. Ne è passato di tempo sulle sue disavventure amorose, sulle lacrime per ragazzi decisamente fuori luogo. Dopo due anni di relazione hanno deciso di convolare a giuste nozze.

A:"Eh Kyra tu ci devi essere lo sai! non puoi mancare, faccio una cosa semplice niente partecipazioni, una chiesa in campagna e un aperitivo, mi raccomando!"

K:" farò il possibile ma quel giorno sono già impegnata, comunque un salutino passo a fartelo magari gli auguri a fine cerimonia."

E arrivato il giorno, mi maledico per non avere detto di no e basta, in un'ora devo trovare la chiesetta sperduta in mezzo alla campagna, in un paesino che neanche avevo mai sentito nominare.
Sono comunque curiosa di vederla, magari ha un vestito verde.. o fuxia e poi sono contenta di vederla finalmente felice. Sbaglio strada, ma aveva detto Borgo o Borghino o forse Borgaretto ?!, uhm mi vengono i dubbi, ripenso e concludo che ha detto la chiesetta del Borghino, dopo chilometri di strade bianche eccola la chiesa in mezzo al verde, bellissima.. ma ... ma ... non c'è nessuno!

Sicuramente avrà sbagliato a dirmi la località, mannaggia a lei e gli inviti che non ha mandato! E mi viene anche da ridere, eccola lei la solita pasticciona. Ho poco tempo, devo tornare ai miei impegni.. una corsa per nulla.. però anche io magari a scriverlo il nome di questo posto..

Le mando un sms con gli auguri, una frase:"che il Signore ti illumini Anna specialmente oggi, coraggio ce la farai"  anche se non sembra un gran augurio è la frase che usavo con lei quando combinava casini.
"che il signore t'illumini Anna!"

La giornata passa veloce, ci ripenso e per un attimo penso: "e se la Chiesa fosse stata quella giusta?"

Oggi un suo messaggio: "passo da te" .

Eccola che arriva, sto per dirle: "auguri !" mentre penso a dove ho messo il regalo.. non faccio in tempo a dire una parola, mi abbraccia forte e scoppia in un pianto dirotto. La chiesa era quella giusta, lo sposo scomparso..   

A:"grazie Kyra per l'sms, sei stata l'unica a capire, ho apprezzato moltissimo"

Ed io mi dico che quello non è il momento giusto per dirle: "pensavo di aver sbagliato Chiesa"

mercoledì 5 giugno 2013

L'incompetente





"tra te e la risoluzione di un problema non esiste ostacolo, se non trovi sulla tua strada l'Incompetente"

Ho attentamente studiato la questione, ho vagliato tutte le possibili opzioni, ho cercato di mettermi empaticamente dall'altra parte, mi sono calata nel problema da risolvere come se fosse un piscina olimpionica e l'ho percorsa in tutti gli stili metro per metro. Tirando le somme la questione è semplice, risolvibile senza l'aiuto del mio caro amico avvocato, una trattativa in cui tutti saranno felici di incontrarsi a metà strada.

Sono arrivata presso l'ufficio pieno di marmi pregiati e di divani su cui la gente ha molte volte disteso le proprie pene, sono in orario per l'appuntamento, rilassata, spengo il telefono attendo, vengo chiamata scortata presso l'ufficio dell'illustrissima dott.ssa Pirletta Vera, lei è graziosa, giovane con un sorriso aperto, sono sempre contenta di vedere una donna in posti di potere, cerco di allonatanare mentalmente i miei pensieri maschilisti che sono :"di chi è parente questa per stare qui? a chi l'avrà data... questa ha la laurea in ....." voglio credere che lei sia quella competente con le palle, quella che capirà in breve la questione, che mi libererà dalla noia di una causa, quella che la strada del buon senso è sempre la migliore, e sarà così mi dico.

Le illustro la questione, pro- contro e un paio di soluzioni. Mi guarda perplessa, obietta cose senza senso.. s'inventa una legge al volo, comprensiva di regole e postille, ribatto con l'art. di legge esistente, con la sentenza appropriata, le dico gentilmente che non è competente in materia, lei diventa rossa si sposta gli occhiali da brava studentessa, lancia la sua voce in un paio di acuti fuoriposto. Ed ecco a quel punto io mi tranquillizzo, il sangue riprendere a scorrere piano il respiro è pronto per una meditazione profonda, sto in silenzio.

P: "e ora lei che vorrebbe da me?"

K:"che mi faccia parlare con qualcuno che sappia cosa fare, ha un responsabile?"

P:"mi ha delegato a risolvere questa questione"

k:"vada ora da lui, e dica che se esco da qui senza una soluzione, andrò per vie legali e non tanto per il sottile"

P:"che intende?"

k:"riferisca, e vedrà che comprenderà"

passano un paio di minuti e l'irragiungibile ci raggiunge, entra in ufficio mi porge la mano, non mi alzo dalla poltrona.

illustro in poche parole la questione ed ecco che si illumina capisce quello che sto dicendo, capisce che un'epoca è finita, capisce che non ho niente da perdere, e chi non ha niente da perdere può diventare pericoloso. E arriviamo ad un accordo, in cui spazio per la trattativa c'è eccome... mi dice basta che non chiami gli avvocati, una causa ora no.

La Dott. Pirletta mi sorride tirata, lo so che le è sempre andata bene a raccontare pirlate che la gente mediamente ignora, non sà.. eppure sulla porta non riesco a starmene zitta, le do del tu, abbasso la voce:

"sai il più grande errore dell'incompetente? è quello di sottovalutare la gente che si trova di fronte, sai il più grande vantaggio di non sapere? è semplicemente dire :"non lo sò" tienilo a mente, se vuoi qualche consiglio chiamami, le dico lasciandole il mio biglietto da visita.

e non posso fare a meno di riprendere i miei pensieri maschilisti..

lunedì 20 maggio 2013

Il potere masturbatorio di excel




Che sia un periodo tirato sul lavoro è cosa certa, che ogni 3 o 4 anni si debbano riorganizzare certi equilibri è ovvio, cambia capo, cambia forma comunicativa, cambia visione d'insieme non cambia l'incapacità strutturale e l'incomunicabilità.. tutti bravi a parlare o a scrivere.

 E già io non sono brava, sono bravina, quella che "avessi io le tue capacità..", "impegnati di più", "non puoi sputare sopra un lavoro così..". Ho tutta una filosofia sul mio lavoro che non sempre viene accettata, ma che ci volete fare, la vita dell'outsider è dura, costellata di persone che si trovano benissimo nei ruoli assegnati come tanti soldatini che dovranno fare bene il compitino, a volte si dimenticano però che non siamo in guerra e che la pelle comunque non è del capo o dell'azienda, la pelle è tua e se ti fai male per gli altri sei solo un numeretto con una striscia sopra che cancella.

Scarface oltre a essere per la democrazia dittatoriale (intesa come: "vi illudo di farvi partecipi delle mie idee, poi faccio come mi pare e voi dovete essere d'accordo, magari con un bel sorriso). Devo dire che vista la sua esperienza in traffici illeciti, ero tutto sommato fiduciosa in una sua gestione sprezzante del pericolo si, ma anche intelligente e accurata verso i suoi seguaci, e invece?!

Scarface si masturba sui dati, è compulsivo.. usa Excel in modo pervertito, percentuali dappertutto, potrebbe persino fare la statistica sulle mie battute, tre email al giorno per dire che con i dati ci gioca a dadi, fino ad oggi... la scheda elaborata contraddice totalmente le sue acute deduzioni. Veramente un autogol fuori portata, in cui si evince che il leccaculo è somarello, la santa è una sfigata, il contabile non sa far i conti e il genio è un emerito...

telefonata

k: Scarfy sono kyra, ti volevo dire complimenti per le eleborazioni Excel..
S: oh grazie! in effetti...
k: ti posso dare un consiglio?
S: certo lo sai che mi fa piacere..
k: perché non ti masturbi come tutte le persone normali? che so, vai su youporn.. invece di giocare a dadi con i dati?! voglio dire, di capi sostituiti se ne sono visti tanti, rifletti ogni volta che ti metti a compilare un foglio Excel uno di noi medita di ucciderti, non tanto per i contenuti quanto per le tue riflessioni post-orgasmiche riassuntive, pensa che ha smesso pure Al Pappone con metodi di plagio uso multilevel, ci sarà un motivo non credi? e vedi di non mettere nero su bianco contraddizioni, qualcuno oltre a me potrebbe accorgersene.......
S: tu mi stai minacciando?
k: sia mai, non ho minacciato mai nessuno in vita mia, ti sto consigliando, ti sto illuminando con la verità del lavoratore incazzato, tu sai i danni che può fare uno schiavo incazzato?
S: lo schiavo di solito muore..
k: vero, ma alcuni schiavi non se ne vanno in silenzio.
S: ci vediamo per pranzo che ne parliamo?
k: ...................................................................

venerdì 3 maggio 2013

Il cavallo bianco della Vidal

 


Una bella colazione al mare, ecco quello che ci vuole stamattina pensai. Guidavo tranquilla con a fianco la mia amica persa nelle solite elucubrazioni mentali sessuali chiamate comunemente "seghe mentali", quando ad un tratto a distanza di 200 metri vedo il mitico cavallo bianco, uguale a quello del vecchio spot, bellissimo..dissi:

-Ma che cosa ci fa il cavallo della Vidal qui? una strada così può essere pericolosa...

La mia amica scoppiò a ridere come una matta, non riusciva a riprendere fiato, nel frattempo mi ero avvicinata al "cavallo" e in effetti era tutto tranne un cavallo, era un ciclista con bicicletta totalmente bianca, cappello bianco, tuta bianca scarpe bianche.. persino zainetto totalmente bianco!

Panico. Io che avevo sempre avuto una vista d'aquila ora stavo diventando come Mr.Magoo?
Fissai l'appuntamento con urgenza dall'oculista, al Dott.Ferroni raccontai la storia del cavallo bianco, preoccupata, lui rise, chiese la distanza a cui si trovava.. e mi spiegò che quella visione era frutto della riesumazione dai cassetti della memoria di qualcosa di simile, producendo per indotto un'immagine nitida.  Questa storia la conoscevo ma applicata alla mia vista assumeva un aspetto tutt'altro che psicologico.

Dopo un'accurata visita, mi disse che la mia vista non era in pericolo, di avere l'occhio sinistro pigro, di non avere bisogno degli occhiali visto che la correzione sarebbe stata minima, ma io non potevo rischiare di scambiare una persona per un cavallo alla guida di un'auto, forse al dottore sembrai LEGGERMENTE in ansia.  Andai a comprare gli occhiali, decisa almeno a tenerli in auto.

 Il dottore mi aveva avvertito di non portarli sempre, di vedere se l'effetto era davvero migliorativo, questo 0,25 di correzione sembrava inutile, ma io ero convinta, basta cavalli bianchi!

Uscii dal negozio con gli occhiali sul naso, in effetti non sembrava esserci molta differenza, fino a che guardai in basso verso le scale, forse erano troppo vicine o lontane, forse mi girava la testa.. mi scivolò il piede, andai a cadere come un sacco di pere... e ruppi gli occhiali, dopo le imprecazioni scoppiai a ridere.. in fondo non c'è nulla di male nel vedere un cavallo bianco ogni tanto..

domenica 21 aprile 2013

La donna felina



Sono come un temporale estivo, improvvisamente lampi squarciano il cielo, luci saettanti, tuoni fragorosi, poi pioggia odore di terra bagnata, voglia di uscire e passeggiare così per sentire l'acqua sul viso, lasciare che i vestiti si attacchino addosso.. non avere freddo, correre a perdifiato, aspettare l'arrivo dell'arcobaleno e leggera scomparire.

Sono quella dell'equilibrio assoluto, quella che si butta, causa uragani, per mettere alla prova la sua capacità di risolvere, di rimettere tutto al posto giusto, di riprendere il controllo.

Sono quella del ritmo dei pensieri elevato, concentrata.. ma spirituale. Sono quella che non lecca una mela, la morde fino a farsi uscire sangue dalle gengive, sono quella che legge un libro dedicandoci quattro ore, fino alla fine... cercando una frase "illuminante" che dia senso a tutte le parole.

Sono quella delle decisioni rapide, si o no, fare o non fare.. perchè se togli la paura non c'è una decisione che non possa essere presa in tre minuti.

Sono quella che pensa all'attrazione come una cosa mentale, che cerca la mente su cui incastrarsi, il percorso meno banale, un uomo che riesca a sintonizzarsi sulle mie fantasie, sulle realtà fuori dalla realtà..

Sono quella che di notte, viaggia per mondi sconosciuti e al mattino ricorda .... sono quella che medita da quando i pensieri erano troppo dolorosi, concentrandosi solo sul colore bianco.

Sono quella che quando pensa a viaggiare  ed è capace di fare una valigia in due minuti, quella che mangia con le mani,  poi magari cambia genere e va in un ristorante top.

Sono quella che non ama troppo la moda, lo shopping..mi affeziono a un cappotto e posso tenerlo per anni, con il solo debole per gli indumenti intimi, solitamente non porto borse, penso che quello che va nelle tasche sia sufficiente, soldi, fazzoletti.

Sono quella a cui gli uomini appaiono prevedibili.
Poi uno su mille lo riconosco, è raro ma la sua mente ha un polo attrattivo per me, un razionale combattuto da forti passioni, la sua pelle si perderebbe in conversazioni silenziose con la mia, e sarei sicura che quei languori al basso ventre, la bocca asciutta le parole non dette potrebbero essere condivise, provate negli stessi momenti della giornata.. lo percepisco come me: controllato ma capace di essere passionale, carnale, istintivo..

Sono quella che farebbe prima l'amore con te, poi il sesso poi... sono quella che potrebbe attenderti come una vergine innocente,e farti fare quello che vuoi, oppure quella che potrebbe legarti alla spalliera del letto, torturarti... portarti al limite del piacere e fermarsi...

Sono una sognatrice...anche da sveglia.

mercoledì 3 aprile 2013

Pranzo ingannevole




Il telefono squilla..

- si, sono io..chi è?
-Pallina Addams, volevo chiederti se puoi venire a pranzo con me oggi.
-perchè?
-così, non abbiamo mai mangiato insieme, per fare due chiacchiere.

Ora dico io, se non abbiamo mai pranzato insieme ci sarà un motivo..(?!) però il mio maggior pregio/difetto è la curiosità, quindi accetto questo strano invito, ho un'unica certezza, una donna che invita un'altra donna senza motivo apparente, è sempre un rischio.   

Pallina Addams arriva puntuale al ristorante mi saluta porgendomi la mano, la situazione è leggermente grottesca. Ci accomodiamo, mi chiede del mio lavoro, chiedo del suo, si fanno le normali conversazioni rompighiaccio. E' contenta di pranzare con me, questo lo vedo, ordina con cura e mentre leggo la carta dei vini esclama:"scegli tu! Esagera..dobbiamo festeggiare il nostro incontro"

Che la tipa sia un'insospettabile lesbica? uhm... non credo, però non si può mai sapere. Mi gusto il pranzo e le chiacchiere inutili, il vino splendido, e mi chiedo se riuscirà ad arrivare al dolce prima di dirmi quello che vuole, ad ogni minuto che passa io mi rilasso sempre di più e lei sembra sempre più in preda all'agitazione.

All'arrivo del caffè, si sta nervosamente stroppicciando le mani.. a questo punto decido di aiutarla.

-e' ora che mi dici quello che devi, visto che tra poco vado via-

lo dico ridendo, e suona di presa per i fondelli, la fisso dritto negli occhi, mi sembra una volpe che si è andata a intrappolare da sola.

-dimmi.. 
-ecco vedi tu conosci Prince Simon?
-diciamo di si, è un mio cliente

-e puoi darmi informazioni su di lui?
-diciamo di no, è un mio cliente

-vedi io vorrei conoscerlo, anzi io devo conoscerlo... e vorrei tanto sapere che tipo è.

Due paroline posso pure dirle visto l'impegno e il coraggio della semisconosciuta tipa.

-è simpatico, affabile, forse un pizzico presuntuoso.
-ah proprio come piace a me, ne sono innamorata!! e dimmi di soldi ne ha, proprietà case?
-non mi sembra rientri nella domanda "che tipo è"
- hai ragione ma mica posso innamorarmi di uno che non ha una lira!
-il ragionamento non fà una piega, ma non ne eri già innamorata?
- si, certo ma a precise condizioni.

Ogni tanto aspetto in qualche situazione tipo questa che da dietro la tenda al mio sguardo sbigottito esca fuori un signore dicendo:"Sei su candid camera!!!!"

e invece no.


martedì 19 marzo 2013

L'arte del lasciare


Non sono brava a mollare, far scivolare le cose .. lasciare.  Prenderei un discreto in seduzione, ma lasciare bene non mi riesce, sarà forse stato frutto di esperienze negative, di errori nelle tempistiche.

Mi ricordo il primo ragazzo "serio" che lasciai, eravamo in vacanza insieme in una pensione sul mare, e ad un certo punto tutto fu chiaro per me. Non eravamo fatti per stare insieme. Glielo dissi prima di andare a dormire.

- Ascolta è inutile rimandare ti devo dire una cosa: ti lascio, ti voglio bene ma non fai per me, sei troppo bravo, preciso, geloso, soffocante, tirchio.. e ti rovinerei la vita meglio lasciarsi ora-

Il suo viso era sbiancato, aveva farfugliato cose dolci e insensate e alla fine ero convinta che aveva capito il mio immenso affetto per lui, insomma io gli stavo facendo del bene.
Nel cuore della notte mi svegliai, sentivo freddo.. trovai lui con la finestra aperta seduto sul davanzale.

-Cosa stai facendo?
- La mia vita è finita, non voglio più vivere senza te...

rapidamente guardai di sotto, eravamo al primo piano, se si buttava da quella posizione sulla siepe al massimo si sarebbe rotto un piede, però la cosa non mi piacque per niente, lo tranquillizzai.. lo convinsi a scendere. Mi sentii profondamente ricattata, che c'entravo io con la sua incapacità di soffrire? come poteva pensare di farmi cambiare idea in quel modo? seguirono mesi in cui la sua disperazione faceva eco alla mia convinzione di aver fatto la cosa giusta.

 Ma soffrivo al solo pensiero di far star male qualcuno, non mi davo pace e dicevo:"mai più... poverino, come soffre, quali notti insonni passerà.." finchè dopo 4 mesi, lo rividi, era vicino ad una ragazza tipo:"Ce l'ho solo io d'oro" molto bella, era contento,felice... Insomma quello distrutto, a pezzi, stava benone.
Ero quasi incavolata.. insomma tutto quel casino per nulla.

Un'altra volta, quando sapevo di essere arrivata al capolinea di una storia, tanto per battere il ragazzo sul tempo dissi:"va bene, ma non può andare, rimaniamo amici.." questo non si disperò tanto, mi diede uno schiaffone molto eloquente e ci rimasi male..  (anche qui avevo sicuramente sbagliato qualcosa) tempistica?


Poi ecco arriva l'uomo di mondo, quello che capisce quando togliersi dalle scatole, quello che sa che le amicizie particolari finiscono..e possono rimanere solo le amicizie.
Lui sa, ha sperimentato, e io con il mio "è meglio farsela finita" di sicuro non lo emozionerò neanche un po', di sicuro non siederà sul davanzale di una finestra, di sicuro non scriverà lettere melensi, di sicuro avrà pronta di ricambio un'altra amica, perchè l'uomo che non chiede mai sai distinguere, amicizia, affetto, sesso, confidenze.. sa bene che non sono un minestrone indistinto.

 Invece mi sbaglio su tutto, tranne che sulle tempistiche dell'amica di ricambio.

venerdì 8 marzo 2013

Tira fuori la lingua!

 
 


Meeting

Work-in-progress,.target... part-time,audience..trust..trade mark..export..holding buy-back..
ticket, fixing..,marketing, lobby, rating... buy sell agreement...asset allocation...going short, going long..best effort..start-up. take profit, stop loss... barbell portfolio... naked position. (?!)

Ma dove sono? 

Sono in italia, in un ufficio italiano con colleghi italiani. Come è possibile? Gente che non conosce nemmeno l'italiano, sia stata colta per un'attrazione fatale per tutto quello che è inglese o americano?
Colpa della globalizzazione? Colpa dello scarso orgoglio e difesa della nostra italianità? ma davvero amiamo così poco la nostra lingua? O sono gli altri più bravi a sedurci?

La lingua italiana è musicale piena di sfumature nonostante abbia meno vocaboli della lingua inglese,
è quella di più facile comprensione in luoghi rumorosi o al telefono. (lo sapevate?)

A parte la lingua italiana, molte persone tendono a sottovalutare la nostra cultura, a favore di un "sogno americano"o comunque di un sogno da fare all'estero.

Anni fa durante un viaggio a Mosca mi imbattei in una fila di persone lunghissima, non capivo quello che stava succedendo, stavano facendo la fila per entrare in uno dei primi Mcdonald, e si perchè mangiare lì è buono!! E' come il caffè Starbucks, tutto globale, tutto uguale, tutto senza anima. Stiamo uccidendo le diversità culturali, e che crescita ci può essere senza diversità? quale capacità di scelta potremo avere?

Siamo stati esportatori di cultura, arte, musica, innovazioni,italiani erano Leonardo da Vinci, Dante, Michelangelo, Gianlorenzo Bernini, Galileo Galilei, Colombo...e perchè no, anche Casanova,  abbiamo inventato il sistema bancario con la prima banca al mondo il "Banco di San Giorgio" di Genova.

Popolo di artisti, poeti, pittori, santi... un popolo di creativi, con un'elasticità mentale che di sicuro fa invidia a mezzo mondo conosciuto. Hans Rosling della Gapminder Foundation, ha elaborato una statistica riportata sul mensile "Focus", in cui in base a dati oggettivi, l'Italia è uno dei paesi in cui si vive meglio. 

Lo so che questo può sembrare controcorrente per tutta quella popolazione che non vede l'ora di trasferirsi da qualche parte, forse sperando di "trovare salami impicchi" come dice mia madre. (frase con lo stesso significato di: "l'erba del vicino è sempre più verde").

Poi c'è una corrente di "giovani-vecchi", che vorrebbe emigrare per trovare il "posto al sole", e questi sognatori al contrario mi fanno quasi arrabbiare perchè "ovviamente" non li capisco.
 Il mito dei soldi, del successo? boh... Se vuoi i soldi e successo, magari li avrai ma sarai un poveraccio comunque. Conoscete la vita di quelli che hanno successo? o ve ne siete fatti un'idea di facciata?

Un mio amico americano di successo, lavora 12 ore al giorno con un'agenda che arriva fino al 2015, dove il tempo per pensare è un lusso, ma è ricco, ricchissimo... può permettersi tutto e non godersi nulla, già, da invidia...

L'unica consolazione che ho è il mio fratellino americano a cui ho imparato l'italiano, che orgoglioso mi chiede mentre andiamo in giro :"Kyra, secondo te mi hanno scambiato per italiano?"

Lui capito la differenza tra un "bagel" e un "pranzo".. Lui che sorridendo mi dice:"Ma tu lo sai che alla Columbia University fare corsi di italiano è un fatto distintivo da intellettuali ?" e quando abbiamo guardato insieme "Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica con i sottotitoli in inglese, mi ha guardato pensieroso e ha detto:"spiegamelo tu, i sottotitoli non sembrano giusti", ed io l'avrei stroppicciato di baci.

  Ci sono cose che non si possono tradurre, ci sono cose che fanno parte delle nostre radici e una pianta senza radici è una pianta da serra senza storia, le differenze culturali sono il sale di una più ampia conoscenza, non omologabile ai poteri commerciali forti.

E ogni tanto ricordiamoci di parlare italiano e magari di farlo parlare anche a qualche straniero...

e che cazzo!!!!

mercoledì 20 febbraio 2013

Sesso e dintorni ai tempi del virtuale


Sono una distratta concentrata, questa è una verità, penso, lavoro, sogno, schematizzo nello stesso momento, sono spesso modalità multitasking. A volte parlo e scrivo senza pensare, o pensando a tutt'altro, un'altra verità è che il genere umano mi incuriosisce, faccio amicizia, rispondo alle email, cercando di allontanare possibili stalker, e ho aperto l'account facebook per un libero cazzeggio, vicino ma non troppo alla mia vita reale, e devo dire che sono nate belle amicizie... però..

Arriva un messaggio da un tipo interessante, bel viso, occhi espressivi...

"Che fai? Chi sei?" ecct ecct. mi dice:"Ma tu una foto più sexy non ce l'hai?" Mi sembra una domanda banale e come tale, rispondo:
"credo che quelle pubblicate qui siano già troppo sexy, e poi parli tu? hai  tutte foto come un giornalista-mezzobusto, io non mando foto però se vuoi mandarmi le tue non ci sono problemi"

Si tratta di semplice conoscenza. Arriva un messaggio con allegato, apro la foto e cosa ti vedo?

una foto di come mamma l'ha fatto, dire hard sarebbe un complimento, è una foto di un uccello implume per giunta depresso... uno squallore unico. Ed io ripenso al messaggio.. uhm.. forse m'è sfuggito qualcosa. Arrivano altri messaggi a cui non rispondo, mi sembra il minimo, poi ne arriva uno :"mi hai sedotto e abbandonato" ecco a questo punto non dovrei rispondere, dovrei dare retta al mio amico che dice che non bisogna "rinforzare" e invece non resisto alla voglia di insultarlo..

"Carissimo xxx, non credo di averti mai chiesto foto di questo tipo, non credo di averti dato l'impressione di poterti aiutare a far volare quel coso. Spero che questa non sia la parte migliore di te, sappi che la cosa più intrigante che un uomo può avere per una donna, resta e resterà sempre il cervello, peccato che tu non ne sia sufficientemente dotato, con quel faccino potevi avere molte possibilità, viste le tue capacità seduttive ti consiglio di rivolgere le tue attenzioni on line a qualche sito tipo youporn, magari funziona".

Ora io mi chiedo e lo chiedo a voi, si può arrivare così rasoterra? è colpa del virtuale?

Voglio dire va bene, se siete in due a voler osare.. magari sono giochi eccitanti, se la distanza è tanta, il feeling incredibile e la voglia di scivolare in posti proibiti impossibile da arrestare.. Va bene giocare, vanno bene le eccezioni...

Ma cosa può esserci di meglio che vedersi, annusarsi, e piano piano scoprirsi, sorprendersi e meravigliarsi... volere di più e averne il timore.. per me questo è il "sesso" una cosa che parte dalla testa che trova una testa corrispondente... i pensieri si intrecciano e alla fine si scivola l'uno addosso all'altro.

Quello che è successo sarebbe paragonabile a questo dialogo fatto, incontrandosi realmente.

"ciao kyra"
"piacere xxxx"
"studi, lavori?"
"ah, ho capito...."

e detto questo, si tirasse giù i pantaloni. Che tristezza o che risate a secondo dell'umore. Questo non avrebbe possibilità neanche se fossi su di un'isola deserta.

Mi rendo conto che sono una donna moderna ma d'altri tempi, mi hanno sganciato qui, in questo secolo e in realtà nelle nascoste profondità della mia anima, forse sono ancora nell'800.

mercoledì 13 febbraio 2013

La carriera del topino da biblioteca


-hai fatto il corso?
-si
-preso l'abilitazione?
-si
-allora puoi iniziare a lavorare.
-scusi ma io in teoria so tutto, in pratica non so dove mettere le mani
-ah è sempre così all'inizio, poi le cose migliorano.

Questo era stato il colloquio illuminante del  mio primo giorno di lavoro, come se un chirurgo in una sala operatoria, operasse solo su indicazioni dei libri, senza assistenti, senza sapere nulla degli strumenti.
Era uno spettacolo! avevo la mia bella scrivania, sulla destra il telefono, calendario, fermacarte, vestito pinguinato, insomma come attrice potevo andare. E cominciai ad imparare che far finta di sapere, a volte è semplice.  Poi arriva il ragazzino brufoloso in odore di laurea, timido con le spalle curve, lo sguardo basso. Ecco penso, questo me lo mangio in cinque minuti..due battute e il contratto è fatto.

Aveva cominciato a fare domande "tecniche" di cui non sapevo nulla, cominciai a vagheggiare camminando verbalmente da una nuvola all'altra verso pianeti sconosciuti di pura fantasia.
Ma alla domanda precisa: "vorrei vedere il "grafico astrologico con segni premonitori per il segno della giraffa"
a quel punto capii che il secchione aveva vinto, non sapevo di che diavolo stesse parlando. E con tutta semplicità glielo dissi, era inutile bleffare, forse mi stava chiedendo la ricetta della torta di mele, forse qualcosa sulla scoperta dell'uranio impoverito, io non lo sapevo.

-posso?  disse girando verso di se il computer portatile che avevo sul tavolo.
-si, certo

E si apri un mondo magico, mi spiegò cose per me assurde...con nomi impronunciabili con grafici inguardabili, molto peggio dell'elettrocardiogramma. Poi mi istallò skype, che ancora neanche si sapeva cosa fosse.. e poi mi aiutò a fare amicizia con il mio computer, piccoli segreti quasi da hacker. Dopo qualche lezione, mi sentii in obbligo di fargli un piccolo regalo tecnologico e l'avevo imbarazzato oltre modo, guardava per terra e mi ringraziava, faceva tenerezza, bruttino, insignificante.. occhialuto.

Poi il miracolo, le tecnologie fanno passi avanti e lui era già avanti.. ecco trova il suo posto al sole, diventa qualcuno. Le spalle non sono più pesanti, cammina dritto sicuro, ora fissa negli occhi l'interlocutore, quasi con fare spavaldo di quello che pensa:"tanto potete comprendere la metà delle mie parole" un guru della "tecnologia futura" arrivano i soldi, veri... per cose che sembrano finte.

E' su twitter, su skype, su facebook, su instagram, sui blog... sul giornale, e in molti altri posti.
Stamattina vedo l'ennesima foto di una sua colazione postata, è la cronaca dell'ovvio, come per uscire da quel mondo fatto di lucine natalizie 365 giorni l'anno, e poter rientrare nella "povera" normalità. 

Mi ha suscitato tristezza.. le persone cambiano, le persone spiccano il volo.. verso quello che "luccica",  poi vorrebbero ritornare al nido, ma è spesso impossibile perchè nel tragitto si sono bruciate le ali.

 

giovedì 7 febbraio 2013

Il problema di non aver problemi




"non c'è problema"
a volte finisco le conversazioni in questo modo. In effetti non ci avevo mai fatto caso, fino a che una mia amica con lo sguardo furbetto mi ha chiesto:"lo credi davvero?" ed io:"certo!"

Ritorno indietro nel tempo a quando la maestra assegnava il "Problema" da risolvere, a me sembrava un bellissimo gioco risolvere, tentare, immaginare il negoziante che vende penne al prezzo di... i problemi mi sono sempre sembrati degli "affari", oppure dei giochi in cui i percorsi per risolverli potevano essere molteplici e magari divertenti. Questa impronta sulla mia mente si è mantenuta costante nel tempo, non saprei vivere senza problemi, forse mi sembrerebbe un limbo infernale.
Sono quella delle decisioni rapide, si o no, fare o non fare.. perchè se togli la paura non c'è una decisione che non possa essere presa in tre minuti.


esempi pratici
prestito di un libro, e la frase tipica:"poi te lo rendo" nella mia mente già c'è la soluzione probabilistica.
Non me lo rende, lo rende rotto, lo perde. Soluzione :"posso ricomprarlo" ossia nessun problema.

Spostare gli appuntamenti, sempre e solo in base a esigenze "umanitarie", e se qualcuno ti chiede qualcosa non c'è nulla che non puoi posticipare a meno che non si tratti di "piacere", quindi nessun problema.
L'amica, il familiare in difficoltà arrivano prima dell'appuntamento di lavoro, fare la spesa arriva dopo, passeggiare in una giornata di sole, arriva prima del lavoro ma dopo un'importante riunione.

Potresti prestarmi l'auto?  tre considerazioni, è assicurata, se la rompe la ripaga, se non la ripaga mi incavolerò ma potrebbe servire a comprarmi l'auto nuova, quindi non c'è problema.

Potrei perdere il lavoro? dopo aver detto quello che penso, dopo che le mie illuminazioni hanno fatto vari squarci emotivi, e allora? ne avrò un altro, magari migliore... oppure potrei avere un periodo di relax e meditazione a basso costo. Non c'è problema.

Debiti? l'unica cosa da tenere a mente è la frase di un vecchio saggio che quand'ero adolescente mi voleva far capire la finanza e gli affari, la cosa che mi restò impressa fu questa: "Ricorda se fai piccoli debiti, per piccole stronzate, il problema lo hai tu..e potresti finire anche sotto un ponte, se riesci a fare grandi debiti per grandi cose, il problema lo ha la banca e tratterà con te rispettandoti anche nei momenti di difficoltà". Quindi nessun problema.

Amore e passione? a gente morta per questo, non credo, se sta con te, vuole stare con te, se ti lascia vuol dire che è più felice lontano.. e tu non vuoi la felicità del tuo amore? magari piangerai, ti sentirai triste, ascolterai musica che potrebbe andar bene per un funerale, magari farai un viaggio.. quindi nessun problema.

Devi morire? dopo una diagnosi infausta, ho avuto i miei venti minuti di pianto.. poi ho pensato a tutte le cose belle della mia vita, alle cose buone.. e alle cose da risolvere, l'unica cosa che dovevo urgentemente fare era una telefonata. "ti ricordi quella volta che ti ho detto ti odio, dopo aver fatto l'amore? ecco io veramente volevo dirti ti amo ma non ci sono riuscita...ciao."  Nessun problema.
  p.s.(diagnosi errata, ma non lo sapevo)


Queste confidenze lasciarono la mia amica perplessa, dopo qualche secondo di riflessione disse: "Allora per te vivere o morire, fare o non fare.. essere ricca o povera, amare o no, sono la stessa cosa?"

 io: "Non sono la stessa cosa, sono cose diverse, vivo  la vita come se fosse una mela da addentare, piena di passione, a ogni momento voglio far corrispondere una cosa unica, in cui dentro lo stesso istante ci sia l'eterno, vita morte amore... prendo fuoco, mi arrabbio, seguo l'istinto perchè nella caduta, nel danno, nella perdita, non potrei mai smarrire il senso di me stessa.... mi conosco,sono uno splendido scarabocchio di cui ho sperimentato molteplici giri e angolazioni, e per il resto........

........nessun problema"

domenica 20 gennaio 2013

Il mio amico Chad



Il primo incontro con Chad, non sembrava preannunciare niente di buono, ero in una stanza in cerca  di intimità con il mio ragazzo quando all'improvviso avevo sentito dei rumori strani, di scatto avevo aperto la porta e avevo trovato Chad che spiava della serratura.

Il suo amichetto era fuggito, ma lui era rimasto lì impalato incapace di fare un solo gesto, gli avevo mollato un sonoro schiaffone, lui non aveva fiatato si era toccato la guancia con la mano e aveva bisbigliato un qualcosa tipo "scusa".

Poi passarono anni, e Chad divenne un uomo, e divenne pure uno dei miei più cari amici.. strana la vita.  Quando occorre lui c'è, a volte c'è per farmi ridere, per raccontarmi le sue storie inverosimili. Durante una pallosissima riunione,ecco sento vibrare il telefono è Chad, prendo la scusa di una telefonata urgente ed esco dall'ufficio.

C:"Ciao stellina, oh da quanto non ti sento... ti telefono per invitarti a pranzo"
K:"ma bene, e che si festeggia? ti sposi?"
C:"Ma noooo, figurati, io e Laura stiamo bene così..e poi io sposarmi mai. Ti avevo detto della nuova casa? ecco finalmente l'ho terminata, mi piace ed ho preso tanti spunti dalle tue idee, volevo che la vedessi."
K:"va bene, quando?"
C:"facciamo venerdi a pranzo?"
K:"ok, c'è anche Laura?"
C:"no, fa il turno, non torna"
K:"però, tu diglielo che ci sono io a pranzo, non vorrei fosse gelosa"
C:"ma che dici, figurati, e poi le ho già detto che ti avrei invitata..ci mancherebbe"
K:"a venerdì allora...

Passano i giorni e... giovedì ho la febbre.. venerdì mattina ho solo un naso schifosamente gocciolante.
provo a rimandare, ma Chad insiste dicendo che in fondo è solo un raffreddore.

La casa di Chad è piccola ma molto accogliente, mi fa notare i dettagli in bianco che gli avevo consigliato, ha fatto un piccolo capolavoro. Mangiamo, ridiamo, e scherziamo su difetti degli abitanti di Marte e Venere.. Finito il pranzo, la febbre ricomincia a farsi sentire, mi accomodo sul divano mentre lui mi prepara un tè caldo, prendo la coperta, ho freddo, nel frattempo sul piccolo tavolino davanti a me si ammucchiano i klenex.  Mette della musica, e mi guarda ridendo, lo so faccio spavento, si offre di accompagnarmi a casa. Lui è sempre gentile, ma non ce ne sarà bisogno, riesco a guidare con un 38 di febbre..

Ecco a quel punto, si apre la porta ed arriva Laura, già quella che era stata avvertita della mia presenza (?!)
Inizia a sbraitare.. in effetti io sotto la coperta con l'aria sconvolta, i klenex sul tavolino, devono far pensare male.

L:"lo sapevo, lo sapevo.. tu sempre a dirmi di lei come un'amica, e io ci credevo..."
C:"è un'amica lo sai.. non fare scenate di cui ti pentirai"
K:"Scusate ragazzi, io vado... veramente non mi sento proprio bene"
L:"eccola adesso la scusa che sta male...tutto per non chiarire, Chad tu sei una merda.."
C:"ma che dici? è questa la fiducia che hai di me? "

Sembra una scena di un film, e neanche girato tanto bene.. a questo punto tutto andrebbe bene per uscire da lì, una telefonata, un vicino... urlano.. io sto zitta con la testa che mi scoppia. La cosa cominicia a farsi seria, riesco a guadagnare la porta.. è fatta! sono salva!

Penso al mio amico, penso a come sia difficile far capire un'amicizia, arrivo a casa... vado a letto, dopo poco squilla il telefono è Chad.

C:"Come stai, piaciuto il pranzo?"
K:"non fare il deficiente, un'altro poco e ci scappa il morto"
C:"e dai che con me non ti annoi mai, ammettilo che come ti faccio ridere io...."

E' proprio fuori di testa, ma che dire... se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.