lunedì 15 dicembre 2014

La gara:" competizione o sfida?"




Correvo con risultati discreti, prima della gara la mia mente si soffermava a esaminare le avversarie, a valutare in modo obiettivo, tempi e risultati, cercavo di fare una previsione di chi avrebbe vinto, o di chi sarebbe riuscita a terminare la gara.  Non mi interessava vincere, mi interessava il percorso, mi interessava mettere alla prova il mio fisico e soprattutto trovavo assolutamente divertente fare pronostici su me stessa.  Il giorno della gara ero solitamente tranquilla, mi mettevo seduta in disparte, guardavo la confusione della preparazione, non facevo nessun riscaldamento, anche se ero stata ripresa più volte, il riscaldamento lo avrei fatto in corsa.

6 km, osservando le 80 partecipanti, conoscendo gran parte di loro, avevo concluso che sarei arrivata tra le prima 20, non avrei potuto fare molto altro, c'erano ragazze più allenate di me ed altre mi sembravano avvantaggiate dal fisico. La gara iniziò, ero sempre lenta nelle partenze, vedevo le altre sfilare davanti a me, senza farmi prendere da impazienza correvo piano, al minimo, poi le avrei riprese magari al secondo chilometro o al terzo, 6 km non sono molti ma vanno gestiti. Dopo il primo chilometro mi sentivo proprio bene, mi avvicinavo al primo gruppetto, le sorpassai, continuai per qualche centinaio di metri poi pian piano sfilai un altro gruppo che correva composto, avevo appena sorpassato quelle che io consideravo della mia portata. Stavo andando bene ero al terzo chilometro e forse ero in 25-30 posizione, ottimo pensai. Cominciavo a sentire la stanchezza,  cercavo di focalizzare il pensiero sull'aria, sulla leggerezza, scordandomi le gambe, c'era il sole, profumo di erba, bella giornata. Al quarto chilometro, ero con le prime 15 ragazze, correvo e mi sembrava di aver l'aspetto meno stanco di loro, mi sentivo bene, bella gara, bel percorso. Inizio del 5 km, davanti a me solo 3 ragazze, avrei aspettato ancora, avevo ancora "benzina" potevo aspirare al 3 o al 2 posto, comunque guardando indietro pensai che sicuramente già potevo dire che sarei arrivata tra i primi 10.

Ero a fianco della prima alla pari, ma mentre io stavo consapevolmente rallentando, lei respirava fortemente con la bocca, e sembra averne poca di energia da impiegare. Tutto procedeva bene. La tuta blu scura con le strisce bianche mi portava fortuna.

 E poi fu un attimo, la ragazza mi spinse, io barcollai, lei non contenta mi diede un calcio alla caviglia, caddi rovinosamente al suolo, sentii un bruciore forte al ginocchio.. lo guardai, sanguinava, dei piccoli sassi si erano conficcati tra pelle e carne, erano diventati rossi, dolore lacrime, la gara per me era finita... pensai, o forse no?

Era giusto che mentre mi tenevo tra le mani il ginocchio, lei vincesse in quel modo? Era forse giusto e di esempio lasciar vincere un verme simile? questo pensai.. rimasi al suolo solo per il tempo di formulare questi pensieri. Lei non avrebbe vinto, mai! o almeno non oggi. Mi rialzai, ebbi la sensazione di non riuscire neanche a camminare, ero stata di nuovo sorpassata dal gruppo che avevo lasciato qualche minuto prima indietro. Ripresi a correre, scendevano le lacrime, ma non sentivo il dolore, sentivo il mio respiro, sentivo che le ingiustizie non devono esistere che la gente deve pagare se pensa di danneggiare volontariamente gli altri, ero arrabbiata, determinata..  Correvo, la caviglia mi lanciò segnali preoccupanti, la ignorai. La mia mente era al di là del traguardo. Recuperai, ora vedevo gli ultimi 400 o 500 metri, davanti a me, il gruppetto, c'era anche lei.. Decisi di staccare, non sapevo quanto avrei retto ancora, ma quello era il momento, vidi la striscia del traguardo.. Chiesi al mio corpo di fidarsi della mia mente, corsi gli ultimi 100 metri in modo veramente impeccabile lasciando tutti dietro. Vinsi. Pensai che aveva vinto la cosa giusta. Sul podio, il ginocchio coperto da una bella fasciatura, cominciò a tremare, un riflesso dello sforzo... e tremava la mia voce. Abbraccio, fiori, complimenti, foto.....e lei terza. 

"oggi avresti vinto, se non mi avessi buttato a terra, non ti vergogni? le vittorie vanno meritate e devono essere pulite, che vittoria volevi avere con l'inganno?"
Lei mi guardò con lo sguardo sprezzante e di sfida.. io da ragazzina passionale, le diedi uno schiaffo, e le sorrisi, completamente soddisfatta.

Questo episodio ha innescato in me l'idea che i "nemici" vanno ringraziati se riescono a tirare fuori il meglio di te a darti la carica di sovrastare qualsiasi ingiustizia, o almeno di trovare il coraggio di provarci. Ed ogni volta è stato così, ad ogni avversità profonda è sparita in me qualsiasi paura, e molto di quello che ho raggiunto è stato grazie alla cattiveria di certa gente.

Quindi vorrei ringraziare nell'ordine:

1)qualche parente
2)qualche collega
3)qualche "amica"

Sembra impossibile?

Nemici vi amo!

p.s.  dopo avervi schiaffeggiato e rimesso a posto s'intende!


venerdì 7 novembre 2014

Ridi... Ridi...

 

Coincidenze.

La storia risale a un secolo fà, c'eravamo amati e lasciati male, molto male.
Ho sempre creduto che tra due amanti, lasciarsi sia solo cambiare tipo di rapporto, non credo e non mi piacciono le persone che quando si lasciano fanno finta di non essersi mai conosciute, mi sembra ipocrita e stupido.

Ma "Diego"non la pensava come me, c'erano voluti secoli prima dei civilissimi sms a:
Natale, Pasqua, Ferragosto, compleanni e qualche 2 paio di messaggi all'anno con :"che tempo fa li da te?" o "tutto bene? Sono mesi che non ti vedo"

Civili dicevo, ogni anno tentavo di scordarmi il suo compleanno.. e invece in quel giorno guardavo il calendario e mi chiedevo se fargli gli auguri o no, perchè questa nostra educazione non mi piaceva più, troppo calcolata.

Quest'anno mi dimentico, ho la data sotto gli occhi ma non la collego a nulla, ma quel giorno scrivo a lui "Fabio" l'altro che ha un'altra, quello che mi ha dato forse emozioni simili, più presenti, più assenti, una storia non storia, una fantasia reale. Scrivo e non mi aspetto nessuna risposta.

Il giorno dopo, mi ricordo del compleanno, soddisfatta della mia dimenticanza, soddisfatta di essere sfuggita a quel rito. Ripenso alla sua mamma che con uno sguardo aveva capito tutto. Severa, brusca e allo stesso tempo sorniona. Lei con quell'accento strano, lei con quel nome improponibile.

Lei la madre di Diego
Lei l'altra di Fabio

Hanno lo stesso nome e cognome. Coincidenze.



P.s. Signore vedi di andare a giocare da un'altra parte.. perchè se le signore si fossero chiamate Maria Rossi (nome e cognome più diffuso in italia) ci si poteva anche credere.... Ma così devo dire che hai esagerato.. Ma due Genoeffa Farlocchi??  Ma che fai? Ora ridi? ... Incorreggibile!

martedì 28 ottobre 2014

Il Desiderio



Sono appassionata di etimologia, l'avevo detto? e oggi mi dedicherò a rendere più nebbiosa la parola desiderio. Bella parola.. quando dici :"ti desidero" la senti nella testa, poi nello stomaco, una cosa così semplice da dire ma può scatenare una serie di emozioni.
 
L'etimologia di desiderio, parte dal latino desideriun, da desiderare, scomponendola troviamo de -sidera, il de potrebbe esprime la mancanza ad esempio deficiente deriva da deficere ossia "mancare"  che potremo scomporre come de-facere,  come a dire che "non fa"  (libera interpretazione mia), sidera significa stella, allora possiamo interpretare la parola desiderio come "mancanza di stelle, senza stella" a questo punto forse è bene non essere tassativi e ricordare che de- sidera  potrebbe significare "delle stelle" visto che la parola desiderantes veniva usata per "coloro che aspettano sotto le stelle".


e allora diamoci alla fanta-etimologia potrebbe avere un significato ancora più magico,
chi desidera viene dalle stelle, vuole l'ignoto che vede ma non può toccare, chi desidera va oltre le stelle, varca confini, allunga la mano perché crede di poter sfiorare la sua stella.

Detto questo potremo andare a scomodare i filosofi, gli scrittori che sul desiderio hanno scritto arrivando per percorsi diversi alla conclusione o all'idea che assomiglia alla morte ossia: Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Se desideri non hai e quando hai non desideri.
E se il desiderio volesse essere  qualcosa di diverso?

Se una volta raggiunta la "stella", il nostro pensiero non si rivolga ad altro se non alla sua comprensione?
Non come possesso, ma come integrazione dell'anima, se ogni desiderio fosse parte integrante del nostro essere, della costruzione della nostra interezza, se desiderare fosse un passo per la nostra più intima comprensione? Se ogni desiderio toccato, avverato fosse una stella su cui è scritto qualcosa del nostro destino.. Se desiderare cose, persone, situazioni fosse solo un modo di approfondire una conoscenza interiore-esteriore.
 
Ogni vero desiderio si manifesta come qualcosa di lontano, lontanissimo ma a volte sembra raggiungibile, come le stelle, le vedi e loro stanno li a guardarti.


mercoledì 8 ottobre 2014

L'allergia erotica del cliente

 
Che io prenda sul serio il mio lavoro è fuori discussione, devo dire che sono peggiorata in accuratezza, aumentando i controlli e verifiche in modo quasi ossessivo, lontani i tempi in cui a carenza di professionalità, di tecnica e d'esperienza, esprimevo il tutto con sfrontatezza commerciale, tanto che nell'ufficio crimini e misfatti ero soprannominata "Firmaqua". (ok, me lo porto dietro pure ora questo soprannome!)
 
Mi sembrava scontato, il potenziale cliente arrivava, con tutto il carico e sovraccarico di dubbi e io più che chiarirli, lo studiavo come una cavia di laboratorio per carpire l'attimo in cui gli avrei sottoposto il contratto e con tono risoluto e voce decisa avrei detto :"Firmaqua" tempo statistico tra i 20 e i 45 minuti.
 
Poi insieme a tecnica, esperienza e professionalità arrivarono i dubbi indubbi.
Mi sembrava semplice avere la firma, vendevano pure l'anima questi poveracci... ma avevano capito cosa diavolo compravano? insomma se io rappresentavo l'eroina economica dei mercati, loro si rendevano conto che con questa roba non si scherza? avevo venduto il frigo all'eschimese ricco, tanto... poi derivati di stupefacenti, poi scommesse sulla prossima glaciazione, e sulla resurrezione del famoso dinosauro bond, spacciavo certificates come noccioline.  Non era giusto, etica.. etica.. etica ... andavo farneticando. Etica!!
 
Ed etica fu!
 
I clienti dovevano ascoltare fino in fondo, subire interrogatori che avevano lo scopo di capire il livello di intossicazione che potevano sopportare, analisi complicate sul modello di vita, e domande trabocchetto sulle speculazioni.. nel dubbio raccontavo la storia della "speculazione dei tulipani in olanda" e chiedevo con la faccia da folle :"secondo voi è vera o falsa?" e in base alla risposta procedevo a far di testa mia.. a quello che mi chiedeva morfina, a volte rifilavo aspirina, dicendo:" a te l'aspirina ti è sufficiente, poi vediamo."
Li erudivo su una materia che ha le proprietà del mercurio, alcuni a volte sbadigliavano, altri mi pregavano di essere riassuntiva, a questo rispondevo che già stavo facendo il "bignami" del più grande sistema "fottitorio" mondiale.  Loro si confidavano, dandomi prova della fiducia e della loro incapacità di gestione, oh nel tempo ne avevo sentite di tutti i colori tipo:
 
-Spedisco semi sulla luna, e poi aspetto i marziani che mi inviino il raccolto,
-Se riesco a portare oro nel triangolo delle bermuda, in qualche modo lo ripesco,
- Mia moglie sarà fatta Santa l'anno prossimo e io le affido tutto, le sante non rubano (?!)
- Il mio amante ha fiuto per gli affari loschi, quindi dice che sparisce per un po' con tutti i miei soldi,
- A me il toxic fa bene, sempre!
poi confidenze su stitichezza, diabete.... furtarelli.... ecct ecct ... allergie...
 
L'allergia.
Venerdì scorso, il cliente siede davanti a me, io mi slancio in domande.. risponde interessato, mi dilungo, devo avere la situazione chiara, ho come l'impressione che il tipo mi nasconda qualcosa, quando ad un certo punto starnutisce. Mali di stagione penso. Starnutisce ancora. Sembra allergia, di sicuro è meglio interrompere la conversazione, bicchiere d'acqua, altro starnuto..
C:"mi scusi.. mi capita raramente, ma..."
-ma si figuri, è raffreddore, passerà-
C:"veramente non è raffreddore, è tipo allergia"
-allergia? a cosa scusi?
(nel frattempo penso che potrebbe essere quel profumo che mi sono versata addosso)
C:"guardi non glielo posso proprio dire, è imbarazzante...e non mi sembra il caso" (altro starnuto)
-"io qui ne sento di tutti i colori, non credo ci sia qualcosa che mi possa stupire"
(detto questo, mi sarei morsa la lingua... con una strana sensazione di spingermi troppo oltre negli affari degli altri)
C:"ebbene raramente, ma a volte capita, starnutisco quando penso a cose particolari.."
-"in effetti il cliente che starnutisce alla parola "obligazione" non m'era mai capitato devo ammetterlo"
C:"veramente starnutisco quando faccio pensieri erotici, e non riesco a portare la mia attenzione altrove, è un problema ne ho anche parlato con i medici ma..."
(ecco ora ...che cavolo dico)
"scusi ma mentre io parlo di truffe aggravate, morfina, dinosaurobond e anfetamine derivate lei pensa a cose erotiche?" (voce quasi risentita)
C:" non tutti i pensieri si controllano, mi mandi il piano via email" (altro starnuto)
 
Ecco ora le ho sentite tutte, sottotitolo :"E' ALLERGIA, ALLEGRIA!!"
poi per curiosità vado su wikipendia e trovo questo : Sexually induced sneezing 
 
ma quante cose dovrò ancora imparare!

lunedì 22 settembre 2014

La vera amica è quella che ti trova l'Idraulico


Agosto, il mese ideale per la morte improvvisa dell'impianto di aria condizionata. Telefonate su telefonate per reperire un idraulico, ma sembrava stessi chiedendo l'apparizione della madonna di Lourdes.. niente da fare, pensai all'amico che spesso mi ha aiutato, gli telefonai.

K:"ciao, senti ho un urgenza, non è che per caso conosci un idraulico che può farmi un lavoro entro oggi o domani?"
C:" ma che vuoi un miracolo? fammi pensare.... uhm.. ci sarebbe Bonetti, però non credo che....
K:"e dai è urgente dammi il numero che provo"
C: " allora ascolta questo fa ogni tanto dei lavoretti, è bravo però non si fida se non conosce, prova a dirgli che sei l'amica di Franz quello di Roccasette e non quello di Frattalonga, poi digli che frequenti la Marisa, la cugina della Berta..."
K:"ma io questa gente non la conosco!"
C:"eh bè.. prova"

La cosa quasi mi divertiva, avere il numero dell'idraulico per hobby era stato come cercare di contattare un latitante o un pericoloso spacciatore. Al telefono parlai di Franz (caro amico sconosciuto) della cugina Berta di chi...... boh.. e riuscii a fissare l'appuntamento.

Ora per mia esperienza, le fantasie erotiche su uomini che entrano in casa tipo elettricisti, idraulici, muratori, sappiatelo sono tutte stupidaggini, il massimo che vi può capitare è un uomo tipo Fantozzi o Banfi, poi se siete fortunate un tipo Fassino o al massimo un Alfano.  L'eccezione capita MAI.

Arrivo a casa in perfetto ordine, tuta da ginnastica in abbinamento astratto, infradito, capelli fermati con una penna tipo Wilma la moglie di Flinstone, il tutto condito da gocce di sudore che fanno capolino sulla fronte, visto la temperatura di circa 40 gradi.  Mr. Bonetti suona alla porta io apro e.....
ecco l'Eccezione, già dovevo immaginarlo perché le mie "eccezioni" sono proporzionali al grado di sciatteria che ho. 
Il tipo, maglietta aderente verde, fisico da 9 e mezzo più, occhi verdi, capelli scuri, ma che roba è?
Chi cavolo mi ha mandato l'amico? Comincia a trafficare con gli arnesi, per istallare il nuovo condizionatore, sale sulla scala, scende dalla scala... e io non posso far a meno di avere pensieri impropri, scene da film.. A un certo punto interrompe i miei pensieri e mi dice:"Scusi, posso togliermi la maglietta? non resisto più dal caldo"
Ecco quello che vorrei dirgli è :"no, che non può, continui a sudare che è meglio" invece dico quello che si aspetta:" Ma certo, non c'è problema" si toglie la maglietta, a questo punto cerco di pensare al lavoro, poi cerco di pensare a quanto mi costerà questo scherzetto, poi a quanto cavolo ci metterà, ne ho di cose da pensare! ma la concentrazione va verso gli addominali e lo sguardo si appoggia sulla cinta leggermente scesa.
Il culmine della scena da film è quando mi chiede l'acqua, io gli passo la bottiglietta, il tipo beve tutto di un fiato non dimenticando di lasciarne cadere un po' addosso. Penso a quello che farebbe Samantha, a quello che farebbe Charlotte.... e a quello che farei io, cioè "niente" ossia metto su la faccia di quella indifferente, un po' annoiata, quasi di fretta, amorfa, perché queste facce dicono mi vengono bene (sarà!)  L'intervento finisce, pago non senza aver tirato sul prezzo, e lui se ne va.   Mi rimane la sensazione solita, della candid camera, poi passa il tempo e quasi me ne dimentico, fino a quando l'amica Angela mi telefona.

Angela:" Sono messa male, s'è rotto il bagno non trovo un idraulico, conosci qualcuno?"
Io a tale richiesta un attimo tentenno poi mi ricordo del tipo, ma come l'avrò salvato in rubrica?? lo trovo è semplice l'ho salvato come "l'Idraulico" con la I maiuscola.
Io:" ci sarebbe questo, digli che te l'ho detto io.. "

e sorrido tra me e me, ripasso la candid camera, l'eccezione.

Il giorno dopo Angela mi chiama.
Angela:"ma che sei impazzita? ma che razza di idraulici conosci? no dico io...un tipo così? ma lo sai i pensieri che ho fatto nell'ora che è stato a casa mia? e lo sai quanto mi è costato non ridere? ma che amica sei?

ed io :"Sono  un' amica vera, quella che ti trova l'idraulico!"


mercoledì 20 agosto 2014

L'adultero





Ho una simpatia per gli adulteri, oh non me ne vogliate, è che apprezzo questo stile sempre in bilico, questi avventurieri che di adrenalina se ne intendono, questi che l'amore è una cosa (impegno, costanza, sacrifico, disponibilità, compromesso) e il sesso/passione è un'altra, poi ci sono gli utopisti che vorrebbero che le due cose coincidessero sempre.. vabbè..
Io essendo "fedele mio malgrado", perché quelli che mi piacciano non mi si filano manco di striscio o solo di striscio, e quelli che non mi piacciono o mi piacciono poco...neanche morta, tanto da darmi all'autoerotismo che è meglio. Gli infedeli li trovo doppi, vivi, e liberi, non sto scrivendo l'elogio al tradimento, per carità me ne guardo bene, però li trovo a volte meno falsi dei sinceri.
Ma c'è sempre l'eccezione...

L'amico arriva con una tipa, alla vista la domanda che mi sorge è: "Dove l'ha trovata, in quale night? quanto costa? è infiammabile? da che parte la porta a battere stanotte?"

Insomma mi dovrete credere sulla parola, è impresentabile, non sembra una call girl, sembra una battona, però mi rendo conto che i gusti sono gusti e che gli amici sono amici e cosa gli vuoi dire? ah si potrei dire:"dove hai lasciato tua moglie, portale i miei saluti" invece sto zitta in nome della privacy e del fatto che avrò sotto gli occhi tale obbrobrio solo per pochi giorni, quindi un atteggiamento tipo: "non vedo, non sento, non parlo" mi sembra appropriato. Ma....

L'amico mi vuole parlare in privato.

A:"senti Kyra, lo so che sono una merda.. tu conosci mia moglie.. io sono debole, mi capisci? lei è una santa e io... qui con questa... la vedi? è bellissima"

K:"oddio, magari bellissima... no, diciamo un tipo"

A:"sembra volgare ma ha cultura da vendere, solo che non si esprime bene in italiano..ma te lo dico in confidenza, con lei il sesso è una favola..invece sai mia moglie, non so è brava, bella, raffinata ma.. mi capisci?"

(Alzo gli occhi al cielo con l'intenzione di scorgere Dio seduto sopra una nuvola, che mi sfida a dire qualcosa di intelligente, di poco subdolo o di benevolo al tipo, perché capite con Dio io ci parlo, a dire il vero parlo pure da sola a volte, e alcune con il mio alter ego esigente ed odiosetto. Però questo che cerca giustificazione, che mi vuol far credere che è colpa della moglie santa se.... ecco questo mi fa tirar fuori tutto il "SuperMArio" che c'è in me, lo scaricatore di porto ben noto alle mie amiche, quello che esce fuori quando la me politically correct si rompe le balle e diventa uncorrect.)

K:"certo che ti capisco, poi guarda non sono certo affari miei, tranquillo"
A:"no, ma se mia moglie non fosse stata così, di sicuro io non...."

K:"guarda che magari su tua moglie ti sbagli, voglio dire come andava il sesso quando vi siete conosciuti?"
A:"ah era una bomba, bei tempi! aveva sempre voglia.. non mi faceva mancare nulla, scusa se te lo dico ma mia moglie a letto era super poi.. è tutto svanito"

K:"tua moglie è molto bella, ha qualcosa di Sharon Stone in "Basic Istint" celebrale.. sexy pericolosa"
A:" si, era così però poi.."
K:"posso permettermi di essere sincera e brutale con te?"
A:"si certo!"
K:"una donna a cui piace il sesso, non se ne scorda.. perché a parte alcune rare eccezioni le donne sono tutte femmine, puttane quanto basta, e col tempo spesso la sicurezza fa acquisire ancora maggiore voglia"
A:"non è il caso di mia moglie, tu non la conosci bene"
K:"conosco le donne, fidati.. tutte troie, se c'è il tipo che ci sa fare, tutte... il sesso se piace a 18 anni piace molto di più dopo"
A:"..... mia moglie non è una troia!"
K:"non fare caso alle parole.. l'hai detto tu che era una che :"dio che soddisfazioni che dava..e come faceva..." e tu davvero pensi che sia cambiata? che non abbia più desideri? ma l'hai vista come esce curata, come tiene ad andare dall'estetista ecct? o voglio dire uno come te, non sarà cieco, si renderà conto che sessualmente una donna è disponibile o no?"

A: " bé certo... però mia moglie...."
K:"guarda per come la vedo io, tua moglie ti ha lasciato andare con il sorriso sulle labbra, per un giretto con i tuoi amici, che ti stanno coprendo, lei è intelligente, spigliata. Secondo te una donna non sospetterebbe che sei con un'altra? Gli amici non sono bravi alle coperture, se lei ci crede è perché vuole crederci e se vuole... e non dimostra gelosia, probabilmente avrà colto l'occasione di fare qualcosa che non potrebbe fare con te tra i piedi."

A:"ma scusa tu stai dando dell'adultera a mia moglie!"
K:"non mi permetterei mai! sto solo dicendo che le donne sono donne, non sono sante, non sono monache, che a meno che non stanno male, scopano! come gli uomini tutto qua… poi magari in questo momento tua moglie sta cucinando"

A:"sai che non ha fatto una piega..quando ho detto che partivo? anzi mi ha detto:"vai vai che ti riposi"
K"appunto"
A:"inoltre ha aggiunto, ci penso io qui.. lo sai, puoi stare pure un giorno in più tranquillo, ma che pezzo di...."
K:"ma no... dai non dire così in fondo anche tu sei un bravo ragazzo"

L'amico si è allontanato senza aggiungere parola... la Spalla mi si è avvicinato dicendomi:
"ma che gli hai detto ad A, sembra sconvolto.."
K:"niente, ho solo detto che le donne sante non esistono"
S:"ahahah questo lui lo sa bene"
K:"sembra di no"

Soddisfatta me ne andai, facendo una pernacchia insolente verso la solita nuvola.




giovedì 31 luglio 2014

La mia una vita senza ombrello



Pioggia.
 Cammino sotto le gocce che cadono veloci, le persone che incontro si riparano sotto l'ombrello, io no.. non mi piacciono gli ombrelli, mi piace bagnarmi, sorrido dolce alla signora che mi lancia uno sguardo che sembra dirmi :"mi raccomando vai piano che altrimenti non la prendi tutta".
Un ragazzino incrocia la mia strada in bicicletta, urla:"Ciao Kyra!! ci vediamo con il sole!" ride, fradicio con i capelli che trascinano gocce sul viso, ha l'espressione felice e piena di vita.
 Acqua... che bella, lo so che qualcuno potrebbe uccidermi, ma non posso far a meno di pensarlo, gli odori cambiano, l'odore della terra è inconfondibile quasi sapesse di un groviglio di spezie, e camminare sui prati a piedi nudi quando piove, sarà da pazzi ma è una sensazione fantastica, come se i piedi a contatto con la terra volessero darti tutte le informazioni tattili che ti mancano, i sensi si acuiscono, respiro profondamente e mi sento un tutt'uno con la natura.
 Il nonno, uno sciamano-pranoterapeuta "sotto copertura" mi diceva sempre di annusare l'aria e con fare serio affermava:"lo senti l'odore del temporale? sta arrivando" io respiravo forte e cercavo di sentire, poi guardavo il tempo sereno ed ero scettica, ma dopo qualche ora il tempo cambiava come per magia, ed ecco arrivavano i tuoni, lampi... ed correvo dal nonno a piedi nudi tra le prime gocce d'acqua, con i gridolini di gioia come se mi avesse fatto un regalo, come se ci fosse un segreto tra me e lui, ad ogni tuono più forte gli regalavo un sorriso d'intesa e lui mi faceva l'occhiolino.
 Lui cucinava e non assaggiava mai, ripeteva che il salato si sente, basta l'odore e a me sembrava un Mago Merlino dei fornelli, e poi diceva:"non devi ascoltare, devi sentire dentro, non servono le orecchie, vedi gli animali loro sanno quello che provi anche se non capiscono quello che dici, e un po' animali lo siamo tutti ricordalo". Pioggia, gli animali la sentono prima che arrivi, così come i pericoli... così come ogni piccolo sussulto della terra.
Avevo cominciato a "sentire" le emozioni, quelle belle, quelle brutte in me, e negli altri, avevo dovuto affrontare la paura e ripensare al "sentire senza orecchie", e ho rivisto sempre quel sorriso accompagnato dall'occhiolino, quegli attacchi di ansia telepatica, quegli incontri già sentiti dentro, quelle sintonie di parole che nascondono il filo di tutto quello che non vedi ma c'è, come la corrente come lo spostamento di particelle invisibili, ma reali.
Pioggia, respiro profondamente... piedi nudi sul prato, ancora un respiro da far male ai polmoni, sento l'odore della terra e di te lontano, ti sento, cammini per strade odore d'asfalto... ti stai allontanando da me, stai scivolando, e io posso sentire le mie lacrime fondersi con la pioggia.

giovedì 10 luglio 2014

La password, la curiosità non è un crimine ;)


Non ho mai amato particolarmente i computer, mi affascinano ma non li amo.

 Il massimo della mia abilità di programmatrice è stata quando ad un esame programmai una battaglia navale in basic (già basic la dice lunga),  stringhe su stringhe, e alla fine buttavo dentro il "run" incrociando le dita, perché era certo che dopo aver messo un 60 righe sicuramente avevo tralasciato qualcosa ed invece dell'avvio del programma si presentava un geroglifico che tradotto significava:"riguarda tutto e spera".  Questo succedeva ogni volta.. poi come per miracolo sotto pressione rendo il triplo e alla fine quel "run" funzionò alla grande con le barchette che navigavano fino a scoppiare sotto il fuoco nemico, segnando punti, con tanto di stelline verdi.  Da li le mie qualità di programmatore andarono scemando (?!) mentre quelle di Hacker con una dose rilevante di fattore "C" aumentarono notevolmente.

Anni fa ero tormentata dal pensiero che i redditi dei boss fossero degni di trafficanti colombiani, era pura curiosità... me ne stavo al mare, dove non dovevo essere, annoiata quel tanto che basta, fissavo la barra di inserimento http://....... ww.....d.d.d.d101019838383 ppop0000.... notai uno strano allineamento di numeri, la mia mente aveva riconosciuto qualcosa di familiare, ripassavo mentalmente quella sequenza per provare a percepire cosa mi avesse colpito, la mattina dopo come in un sogno compresi che era la sequenza di numeri di riconoscimento, messi in ordine e poi rovesciati, quindi per entrare nei segreti di ognuno sarebbe bastato conoscere quei numeri, che tra l'altro erano pubblici. In tre mesi, arco temporale in cui la falla venne scoperta ma non sanata, seppi più informazioni sull'azienda e sui dirigenti, di quanto la mia curiosità si potesse soddisfare.

Informazioni-sapere-potere. Era divertente, buttare la un:"Ma che ci facevi questo fine settimana a londra?" o un: "ma tua moglie lo sa che .......?" credo che qualcuno mi volesse uccidere, ma io mi divertivo, curiosavo, scoprivo, giocavo.

Poi i social network, se hai senso di "connessione" puoi scoprire tutte le cose che si cerca di nascondere, semplice come toccare le persone entrando dalla porta della mente, tutti hanno una chiave, una password: Sogni, ego, solitudine, stress, narcisismo, timidezza, amore.  L'Hacker è curiosa come una psicologa indaga tra le pieghe, mette alla prova, provoca, aiuta sotto mentite spoglie, usa tecniche di ancoraggio, molla la presa quando il gioco si fa pericoloso, evade, paga .... e continua.

Da dieci giorni ho scoperto una password,  ho aspettato, ho immaginato cosa avrei potuto trovare nella testa di questa persona, perché la password di un computer oggi è come la chiave per l'accesso ai pensieri più intimi, alla mente senza censure. Alle persone lascio solo il 10% del mio stupore, per il 90% siamo classificabili, dopo attenta analisi, quello che troverò non sarà una sorpresa totale, impossibile.

L'ho detto a degli amici selezionati, ho in mano "La Password", alcuni mi hanno sconsigliato di usarla causa privacy. Privacy? ma io sono una tomba, quindi..

Poi l'amico che ti dice:"lascia stare la privacy, ti potresti far male, ecco tutto, meglio lasciar stare"

-Quindi la nostra ipocrisia ci dice che è meglio non sapere piuttosto che star male?
Ma che razza di esseri siamo?
Io sono una lottatrice, non c'è ferita che non possa essere cicatrizzata, non c'è nulla che non possa sopportare, potrei arrabbiarmi, potrei irritarmi ma.... -

"a che servirebbe?"

-Io credo nelle verità assolute, nelle cose senza privacy, nella verità dell'essere, tu puoi dirmi tutto e se ti voglio bene non c'è cosa che potrebbe ferirmi, un amico, un'amante, un compagno cosa potrebbe nascondermi di grave? Siamo esseri umani deboli, e le mie debolezze le posso accettare anche negli altri-

"Kyra credo che tu stia sottovalutando le cose, stiamo parlando d'amore, di cose profonde, se scopri qualcosa dovrai farci i conti, e magari dovrai cambiare la tua vita"

-Per una password?

"mettila un po' come ti pare... "

- Io la mia vita la cambierei per amore, non per una password-


martedì 24 giugno 2014

Let's talk about sex! (sembra più raffinato eh?)



Parlare di sesso è difficile, senza cadere in volgarità o in diminutivi degni della scuola materna.
Non credo di poter scrivere di sesso senza arrossire... mi metterò alla prova, tanto voi che leggete siete tutti buoni, o almeno fate finta di esserlo, i termini non sono consueti, o sono troppo volgari o troppo tecnici.  Proverò a stare l'equilibrista sulla linea che divide "sedere" da "culo.

Qualche tempo fa una mia amica mi disse:

"Ieri sera sono uscita con lui"
ed io curiosa:" e poi com'è finita, avete fatto l'amore?" (Dio come sono romantica!!)
Lei pensierosa:"bè si, in effetti... o meglio, lui si.."
- "che significa lui si? tu dov'eri da un'altra parte?"
"ecco vedi in un certo senso... insomma lui ha fatto l'amore, ma è stato come non farlo, insomma come vuoi che te le dico queste cose?, insomma Kyra lui ha fatto ahahahahahhahaha, prima ancora di..... m'hai capito no? la durata è stata di 25 secondi.. o forse meno."
Forse non mi bastava ancora la spiegazione della notte fiammifero che incalzai:"E poi?"
la sua voce si alzò leggermente :"e poi è andato a casa!"

Ecco ragazzi, questo non si fa! primo perché la vostra ragazza potrebbe avere un'amica come me, dura di comprendonio, poi perché andare a casa immediatamente dopo il fatto, a prescindere dal risultato è da poverelli. Insomma se il tuo pene ha fatto pena, e hai goduto come una bottiglia di spumante sbattuta e tenuta al caldo per troppo tempo, ecco rimediare puoi e devi!

1) metti in conto che lei già aveva qualche dubbio a dartela, si è decisa a prestartela per almeno qualche minuto, tu gliela rendi dopo pochi secondi... nella testa del 90% delle donne (e io non capisco perché) si insinua il dubbio che non è piaciuta. (altrimenti col ca....volo che la ridavi così presto)

2) la frittata è fatta, pensavi di rigirarla come un calzino o meglio come Rocco, e ti sei ritrovato come un dodicenne dopo aver guardato miss maglietta bagnata, a questo punto tu che dodicenne non sei, devi tirar fuori la lingua.. ossia in un modo o nell'altro, o ti metti a parlare della figura di merda che hai fatto (per carità non tirare fuori:"giuro che è la prima volta" su questo taci, anche se fosse la pura verità o lei invece che fortunata, si riterrà il più cesso della terra)

3)il signore nella sua immensa bontà non ti ha fatto solo quello, lo so che in certi casi il cervello scende pericolosamente verso il basso da far dimenticare tutto.. siete fortunati avete il dono della manipolazione, avete il dono della lingua (anche se non sapete neanche la vostra di lingua) usateli.

4) se in quel momento vorreste scomparire come per effetto della bacchetta di una fata... non fatelo, organizzate subito un secondo incontro, non lasciatela andare a senza aver strappato un orgasmo magari anche finto.. un paio di urletti e lamenti dal tono basso possono andare, sappiate che se scomparite, la lei in questione si confiderà con l'amica... alla quale in un eccesso di delusione mista a rancore dirà che siete un "poco funzionale, uno con dei problemi sessuali" questo come in un tam tam mediatico si risaprà pure dall'altra parte del globo, con le conseguenze catastrofiche che non potrete evitare.

5) sottopesate sempre le vostre performance sessuali, non vantatevi mai.... prima. Potreste far finta che il sesso non vi interessi granchè, e potrete ridendo dire su che disastro siete... peggioratevi, in modo che nulla sia peggio di quello che la sua fantasia potrebbe progettare, se vi sentite troppo sotto pressione rimandate l'incontro (solo quello sessuale) mandarla a casa con un sano appetito per una volta potrebbe essere vincente.

Consigli per le ragazze.

Avete paura che il tipo sia un caliente veloce e fuggiasco?
(i consigli qui sono palliativi e subdoli captateli come tali)

1)Cercate di non mugolare appena vi tocca i capelli, mugolate in silenzio, il tipo ha infilato finalmente le mani dove deve.. ecco volete urlare? ecco fatelo in silenzio! Ogni vostro rumore verrà preso come il fatto inconfutabile che siete prossime all'orgasmo...se questo è lontano cercate anche di non respirare pesantemente, mute dovete stare!

2)Ora finalmente ci siete..o quasi.. e potete urlare, graffiare... dimenarvi. NO! assolutamente... se non volete rischiare di essere battute sul tempo, siate furbe.... godete in silenzio, in profondità, mettete i piedi fuori dalla sua vista, stringete lenzuola e non la schiena o....  (questo non ve lo aveva detto mai nessuno, ci scommetto) lui non se ne accorgerà... e si impegnerà di più.. perché sembrate quasi ghiaccio..)

E' stato un lavorone, ma avete tenuto la temperatura giusta.... ora siete calde e soddisfatte, a questo punto (solo dopo) cominciate con miagolii... respiri affannosi... e siate libere di fare tutto quello che dopo un buon orgasmo siete disposte a fare, e lui sarà grato dell'urlo calcolato quando finalmente sentirà di avervi fatto toccare il c...ielo.

(scritto senza neanche dire una parola impropria, uhmm ok! vado a farmi suora!)

martedì 17 giugno 2014

Ridiamoci su.... Le kirate



Le avventure della sorella di Fantozzi alias Kyra...

Ascensore con fantasma.
In una città caraibica, prende l'ascensore e durante i sei piani di salita, faccio boccacce e pernacchie alla specchio, accorgendomi giusto 5 secondi prima di uscire di due occhi che mi fissano, urlo tipo shining... L'uomo di colore s'era confuso con la tappezzeria dell'ascensore.

Megalopoli.
Ausfarth, viaggio in austria faccio la fatidica domanda:"ma questa città quant'è grande?"

Io trovo tutto.
Isola Greca. Dico a un ragazzo: "ma si, ti veniamo a trovare stasera al tuo campeggio" e lui:" come fate a trovarmi?" Hai la chitarra no?! ( al campeggio trovammo un distesa di chitarre, tipo un centinaio)


Vacanza breve.
"Ti dico che ritorno presto, in qualche modo questa vacanza deve finire in anticipo"  "ciao, sono tornata!" "Caspita, non credevo riuscissi cosi presto, come hai fatto?"
" mi sono rotta una spalla"

Amicizie fraterne
"Ma tu la conosci kyra?"
"Insomma..direi bene"
" è vero che è una stronza?"
"Oddio, non direi proprio così"
"Ma dai... Non lo sai anche tu che casini ha combinato?"
"No, veramente non so a cosa ti riferisci
"Insomma hai in mente Dylan?"
"Certo"
"Ecco vedi lei, l'hai raggirato come un pollo"
" non mi sembra un pollo"
" Si ma lei ci sa fare, stava quasi fidanzandosi con una mia amica..e poi lei, sai com'è"
"Com'è?"
"Oh dai... Lei l'ha sedotto, ci sa fare. Si capisce è una p........., scusa se ti racconto queste cose...ma come hai detto che ti chiami?"
"Non l'ho detto, piacere kyra"

Colloquio di lavoro.
"Tu non sai come sarei felice che tu aderissi alla proposta di lavorare nel nostro team, la cifra offerta mi sembra grandiosa, che dici?"
"Credo che possa prenderla in considerazione"
"Posso aggiungere qualcosa?"
"Credo che abbia visto tutto o quasi... Ora me ne vado a rifletterci su."
La conversazione si è svolta mentre io seduta di fronte alla scrivania,  mentre il tipo prima si è tolto la giacca, poi la cravatta, poi la comicia ed infine i pantaloni, rimanendo in boxer, perchè faceva caldo.....  (!!) e io ridevo pensando "ma guarda questi colleghi che combinano per farmi uno scherzo, goliardici" e invece no!!

L'uomo dei sogni.
"Pronto sono Fabio, ti ricordi di me?"
"Certo!" ( come faccio a scordarti? Dio che pezzo di.... Ci ha messo due mesi a chiamarmi però!!)
"senti, pensavo, ti va di vedermi? Così ci prendiamo una pizza, due chiacchiere?"
"Si può fare, andiamo al mare?"
" uhm..va bene, ci vediamo li? Mi faccio prestare l'auto la mia Golf è rotta"
"Golf? Ma non sei Fabio Rossi?"
"No, no sono Fabio Scemetti"
----(merda!)------

giovedì 5 giugno 2014

Karma Killer




Quando entrai nel crimine, rapine/omicidi/racket and co. mi trovai sperduta, ero nel mondo descritto dal film "the wolf of wall Street" se il film fosse 100, nella famigghia sarebbe stato 20, il film era una palese caricatura, ma pur sempre con un sottofondo reale, quante cose avevo visto, dall'assegno sventolato sotto al muso, alle telefonate di ricatti in viva voce, alle segretarie sotto al tavolino, alle auto rumorose per passare ai gargarismi con lo champagne...  Tremavo, non era il mio mondo, non era il mondo che pensavo, eppure era quello che avrei sempre voluto fare, avevo crimini nel sangue, crimini puliti s'intende, tipo la magia, non c'è solo quella nera.

Imparai a scivolare e svicolare tutte le battute di caccia, lasciavo sempre respirare la povera vittima, ero per il racket onesto :"Non preoccuparti, quando potrai mi porterai i soldi".  La famigghia ogni tanto a quelli come me, i non allineati, faceva dei grossi regali che avevano nomi strani, ad esempio: "corso progetto pilota" venivamo selezionati per un mega corso che rivelò con sottotitoli strabilianti "riusciranno i nostri psicologi e brainwasher a metterli in riga?" poi regali che avevano il compito di rendere killer spietati, i killer gentili, veniva effettuato un trapianto del cuore e al suo posto veniva inserito un microchip chiamato "fottifotti" dal nome dell'inventore.

Dopo qualche anno ero riuscita ad avere il mio posto al sole, traffichetti, rapine, qualche gambizzazione, avevo pure l'ufficio vicino al capo, con una splendida vista sul parcheggio, ogni tanto mettevo i piedi sulla scrivania e mi sentivo la padrona del mondo. Un giorno il capo mi chiamò, e dopo un lungo discorso mi disse che oltre al mio lavoro avrei aggiunto quello di tutor.

"ma non sei felice, insegnare l'arte del crimine alle nuove leve, educarli, tirare fuori il peggio che c'è in loro.. certo la paga è irrisoria, ma l'onore di avere tale compito non ha prezzo"

Arrivarono i primi quattro aspiranti killer, li ospitavo nel mio ufficio, li erudivo sulle prime regole della sopravvivenza, li difendevo, osavo dire che la regola numero uno del killer è difendersi dalla famigghia .. li accompagnavo in rapine, via via sempre più impegnative, sempre più difficoltose, consigli su come tirare via la pelle senza alcun lamento, consigli su rimedi rapidi quando le gambizzazioni riuscivano male. Insomma li trattavo come figli, ed era una gioia vederli crescere, sempre più impavidi.

 La piccola Bonnie era la mia preferita, decisa, osservatrice, poi c'era Goldpepper da cui avremmo tirato  fuori solo guai, Templar bello accattivante di una consistenza pari all'aria, Bonnie ne era soggiogata, le dissi che poteva sedurlo tanto sarebbe durato poco a far il criminale da noi, in ultimo c'era lui Foxred geniale nei conteggi, acuto nella teoria, quanto illogico nella pratica, ogni tanto lo riprendevo :"Non puoi sparare a un pezzo grosso con la carabina! come non puoi sparare ad un piccione con un bazuka!"  Era testardo come una capra di montagna, mi dicevo che avrebbe capito e fintanto lo tiravo su a dosi di lealtà, sulle regole scritte, e su quelle importantissime non scritte, era educato, bussava alla porta, mi chiedeva consiglio, poi ogni tanto prendeva la tangente e farneticava tenendo le mani davanti alla bocca.

Cominciò ad arrivare tardi, lo interrogai, lo misi alle strette, confessò :"Gioco a poker, è quasi un vizio, ma io sono più furbo, più matematico di loro e vinco davvero vinco sempre!" Gli dissi che nonostante le voci del mondo la nostra professione era incompatibile con il gioco d'azzardo, nessun fremito, nessuna adrenalina... la calma assoluta, la decisione assoluta, rapine ben congegnate, omicidi con mira ed armi sicure, eh no carissimo non era un gioco d'azzardo, non era azzardo era meditazione riflessione, non erano solo numeri era arte, era la somma tra uno psicologo e un matematico.

Per incentivarlo gli diedi pure i progetti di un 20 rapine sicure, lo ammetto feci un errore, glieli regalai, sottobanco, a lui e a Bonnie, gli altri nel frattempo si erano sparati da soli prima che il microchip desse l'ordine di autodistruggerli, ma Bonnie e Foxred erano le mie creature, dovevo farli crescere, li amavo... in fondo.

Fino a che Foxred mi inflisse un dolore atroce, non contento di quello che gli avevo dato, cominciò a rubare dalla mia tasca prima distrattamente ,poi con destrezza, gli riusci solo un colpo da maestro.

Lo affrontai, avevo un caricatore pieno di proiettili.. lo volevo morto. Lui fece il finto tonto. La cosa mi irritò a tal punto che invece di finirlo rischiando di macchiarmi le scarpe con il tacco nuove, chiesi direttamente al padrino di levarmelo gentilmente dalle balle, e per la prima volta in tutta la mia onorata carriera il padrino mi accontentò e Foxred fu spostato a far crimini in un'altra zona con altri colleghi. Prima di congedarlo sibilai:"ricordati c'è il Karma.. e se non c'è lui l'arte del poker ti rovinerà"

E questo succedeva anni or sono.
Ieri sera, parlavamo tranquillamente di rapine, e si discuteva sul colpo grosso. Era un colpo in collaborazione, colpo che poteva finire con una sparatoria degna dei grandi colossal. Ed ecco il tacchino da spennare che mi chiede:"sto pensando a un grosso affare con un tizio che mi sembra a posto"  Non chiesi di chi si trattava, era meglio non sapere se poi dovevo dare un parere neutro.
continuò dicendo:"qual'è la cosa incompatibile per dei criminali del vostro stampo? da quale cosa mi dovrei proteggere"
non ci pensai due volte :"Carissimo, non fidarti mai dei criminali dipendenti dal gioco, dagli scommettitori, quelli ti sparano quando la posta è alta, ti rivendono quando la posta è bassa, non fidarti.."

"Foxred mi ha invitato al torneo di poker... non può essere il mio killer.. eppure sembrava a posto, però hai ragione Kyra, non posso mandarlo a recuperarmi dei soldi.. troppo pericoloso, grazie"

Foxred? proprio lui?  Karma Killer Bastardo!! riflettei. Non avrebbe mai saputo nulla, ma è così che lavora il fato.

venerdì 30 maggio 2014

Vivere senza stirare si può


Quando andai a vivere in un nuovo appartamento, una mia cugina efficiente mi fece recapitare un mobile dall'aspetto alquanto strano, si apriva e con varie mosse avevi tutto l'occorrente per stirare, asse, ferro ecc. Credo che la fatica per ringraziare mi si leggesse in faccia.

Scrivo questo post per confessare: "Io non stiro!" amici miei, ora ditemi voi, quante ave maria, quante preghiere in ginocchio devo fare?  Ho peccato, non stiro! Datemi la giusta punizione. Non è che non stiro, perché le mie cose le stira qualcun altro.. siete maliziosi eh? no, proprio il ferro da stiro è un'esigenza che mi è sconosciuta.

Stamattina mi telefona l'amica sciantosa: " Non sai quanto ho da fare, ho stirato per due ore" e io non so cosa rispondere e non mi sento neanche comprensiva.
L'altra amica Mrs. Allright, mi dice che la mattina attacca la macchina del caffè e il ferro da stiro, e Miss. Loveisallyouneed alla mia domanda: "che fai oggi?" immancabilmente risponde :"stiro".

Senza voler passare da estremista, capisco forse quelle che stirano una camicia, ma quelle che si accaniscono sul calzino o sullo slip, me le spiegate? voglio dire che cosa vi hanno fatto quelle piegoline, cosa avete da espiare, volete lisciare la vostra vita attraverso il calzino? 


E allora mi sono documentata, forse sono solo io che non lo faccio? Sono malata? Sono di una specie proveniente da pianeta sconosciuto? uhm... mi sono detta di no, che sono quasi normale.

Vi darò qualche motivo per ripudiare per sempre il ferro da stiro:

 1° E' noiosoA parte alcuni individui che trovano "rilassante" stirare, per la maggior parte degli esseri umani, stirare non è un'attività piacevole.

2°Porta via tempo utile
In due ore si possono fare tante cose per se e per la famiglia invece che impiegarle stirando.
se volte far del bene ai vostri bambini, portateli due ore al parco, saranno più felici che avere i vestiti stirati (oltretutto a loro poco importa avere i vestiti stirati),  preparate un dolce per la famiglia, è molto più gratificante e soddisfacente che stirare, se volete rilassarvi veramente, leggete un libro, uscite con un amica, dedicatevi ad un hobby nello stesso tempo che avreste dedicato allo stiro.

3° Nuoce alla salute
Mettiamo per assurdo che stirare sia divertente, non possiamo invece negare che dopo un ora o due di stiro la schiena, le spalle e il braccio siano tremendamente indolenziti. per non parlare del morale, non sarà più sollevato di quanto lo era prima di cominciare a stirare. Ne vale la pena?

4°E' pericoloso
Gli incidenti domestici capitano quotidianamente, perchè agevolarli mettendoci in casa un ferro da stiro? le ustioni e folgorazioni sono tra gli incidenti causati da vile attrezzo.

5°E' inutile
il risultato dello stirare dura solo se il capo resta appeso nell'armadio, una volta indossato, svanisce dopo pochi minuti.

6° Fa caldo
D'inverno potrebbe pure essere un'alternativa costosa e faticosa per tenerci al caldo, ma d'estate stirare diventa una vera e propria tortura. Stirare è da sadici, non trovate?

7° E' un'imposizione della moda.
Diciamolo, perchè si stirano i capi?? Solo perchè chi confeziona certi capi li vuole stirati e non certo perchè c'è una vera motivazione, tanto e vero che non tutti i capi si devono stirare, esistono capi che nascono stropicciati e tali devono rimanere, se stirare fosse indispensabile andrebbe stirato tutto, giusto? (chiedetemi e saprò dirvi pure le marche delle camice non-stiro, tra l'altro ottime)

8°E' superfluo
Lavare il bucato è igenico, stenderlo per asciugarlo è necessario, ma stirarlo... non ha nessun senso utile!

9° fa spendere più del necessario
Non sempre si riesce a star dietro ai panni da stirare e di conseguenza si acquistano più indumenti per compensare quelli che ci si accorge essere scoccianti da stirare; per non parlare dei capi che si danneggiano col ferro rovente, se si decide di stirare si deve mettere in conto che si rovineranno alcuni indumenti.

10° E' costoso
Quanto costa in media un'ora con il ferro da stiro acceso? Un ferro da 1200W (un modello semplice, senza caldaia) tenuto acceso per un'ora può costarvi circa 2 euro ma se avete un ferro da stiro più potente e dovete stirare quando avete tempo, quindi non sempre negli orari migliori, o la vostra tariffa dell'energia elettrica è di fascia alta, un'ora di stiro può arrivare a costarvi anche 6 euro! Considerando che le mie amiche dicono di stirare almeno 3 ore a settimana e di non badare a fasce orarie spenderanno sui € 3000!!! all'anno (il costo di una vacanza di tutto rispetto) 
Non vi ho convinto?  neanche se vi dico che la vostra è una malattia che va curata? Neanche leggendo il libro "Come smettere di stirare in due settimane" ,va bene, allora continuate, ma poi non dite che non vi avevo avvertito.....  (lol)
Per tutte le altre che finalmente vedranno la luce buttando il ferro da stiro, i miei più vivi complimenti !! brave! Fate proseliti, andate nel mondo e gridatelo a tutti, una vita senza ferro da stiro si può e si deve.
Ricordiamoci che anche l'anima ha le sue pieghe ed è bene lasciargliele.

lunedì 5 maggio 2014

Festival del Fango



Fiumi che straripano, alluvioni, acqua in ogni dove.

Ed il giorno dopo è uno spalare di fango, liberare abitazioni, strade, contare i danni per ricominciare.

E' lunedì nessuno lavora, forse perché anche le fabbriche sono chiuse o perché bisogna pulire il fango che accompagnato dall'acqua si è infiltrato nelle vite, poi l'acqua se ne è andata ed è rimasto lui il fango.

Tutti li con la pala e tubi dell'acqua per pulire, e io non posso fare a meno di pensarci, oggi mi sembra che siamo tutti normali, sorridiamo al vicino passandogli il secchio, l'altro quell'antipatico del negozio di fronte, viene ad aiutare a spostare i mobili, il vecchietto ti chiede dove è meglio passare e tu a gesti e sorrisi gli indichi un percorso.

Il fango ci sporca si attacca ai vestiti, ma non ci si fa caso, al bar nessuno nota gli stivali di gomma gocciolanti.

La natura,  ha dato prova della sua forza, e noi che abbattiamo piante che non curiamo i percorsi d'acqua siamo ora pronti a cercare di riparare quello che madre terra ha cercato di farci capire.

Ci ha mandato acqua e fango, ed è stata una cosa terribile e paurosa, e ora noi usiamo l'acqua per pulire il fango, come se l'evento fosse uguale, fosse un cerchio che si chiude.

Tutti si sono fermati, hanno rallentato le loro vite per dare solidarietà, per essere partecipi della comunità, e poi parcheggi l'auto in modo assurdo e l'altro autista ti guarda scaricare stivali e scope, facendo un sorriso comprensivo. Insomma siamo esseri umani, nonostante tutto.

Tocco il fango con le mani è morbido, è terra ..la nostra, e la mente mi riporta ai giochi di bambina, quando lo usavo per costruire casette e piccole statuine, nessuno gridava se mi sporcavo, era normale..

E la domanda che ogni tanto si sente:

-ma a te come è andata?
Ho perso l'auto, quella più nuova, sai l'avevo messa in garage
- mi dispiace
Ma no, fa niente..poteva andare peggio...

Ascolto e so che se non fossi immersa in un inferno di fango questa conversazione sembrerebbe fatta da uno che è ubriaco. Niente è importante quando... ti ricordano che non puoi pianificare tutto, quando ti ricordano che le cose importanti non le hai mai comprate e non potrai mai farlo.

Giornata nel fango.. il cliente che ti chiama con il "problemino cretino" e tu che dici:" ma non è un problema, scusa ti lascio continuo a giocare con il fango" e non hai detto una cretinata, hai detto una cosa giusta.. giochiamo, sopravviviamo e a volte ci scordiamo di vivere.

Quanti sorrisi oggi, di fronte ai ;"a casa mia stanno tutti bene, i mobili da buttare, ma pazienza".

Non dovremmo mai dimenticare la terra, l'argilla la forza creatrice e distruttrice della natura, dovremmo esser più attaccati alla nostra intima connessione con essa, dovremmo tirar fuori la nostra voglia di sporcarci, sorridere e giocare, prima che ci venga ricordato in modo troppo diretto.

E penso alla moda che impazza dalla Corea agli Stati Uniti passando per il Brasile, i festival del fango, ritorniamo con rispetto a godere delle cose semplici... tutto quello di cui abbiamo bisogno è selvaggio vicino alla natura, vicino alle passioni vere, sognate sincere come la terra...

martedì 8 aprile 2014

L'ex


Io sono quella che quando adolescente fui lasciata dal primo grande amore dopo passeggiate romantiche, baci rubati sotto al portone, avevo pianto tutte le mie lacrime, poi ero andata ad accendere una candela in chiesa e avevo pregato per la felicità di lui e di quella brutta rospa (era la realtà, a confronto sembravo miss mondo). "Signore, se non può essere felice con me fallo essere felice con lei".

Poi altre storie, ma la mia filosofia è stata sempre questa.

Capirete quindi che la mia bontà è pari alla mia passione.. Mi appassiono si, ma quando è finita divento un' amica, che perdona tutto, così forse con un pelino di presunzione mi sento una Santa e pure Saggia.

Veniamo ai giorni nostri.
Suona il telefono, rispondo, la voce di un bambino mi dice:

"mi hanno detto che sei una bella persona, e di farti sentire questa canzone"
La canzone è vecchissima, smielata e di particolare non mi ricorda nulla.

K:"grazie mille, sei un tesoro, ma con chi sto parlando?"
-"sono Michelino"
Ecco che a me "Michelino" non dice proprio nulla.

K:"Senti fammi una cortesia mi passi la persona vicino a te"
Silenzio.....

K:"pronto....."
- Ciao, come stai? Dai sono io... ti ho fatto parlare con mio figlio,  l'hai riconosciuta la canzone?-

Ritorno indietro di 20 anni.

K:"Ciao è passato del tempo quant'è che non ci sentiamo? uhm forse dall'anno scorso..o più? la canzone boh... non la ricordo."

Ex:"Come non la ricordi, è stata la prima volta che ti ho visto.. c'era questa canzone"
K:"Che memoria, mi scuserai ma sono passati secoli..."

Ex:"ti volevo chiedere se tu mi vuoi ancora bene.. voglio dire quello che c'è stato tra noi, mi hai perdonato?"

Ora la domanda mi sembra leggermente fuori tempo, e poi cosa era successo?
Mi aveva chiesto di lasciarlo per mesi, e nonostante i progetti, io l'avevo accontentato e per non cedere alla tentazione di ricascarci me n'ero andata per una lunga vacanza-studio, senza lasciare recapito, al ritorno capii che quello era il meglio che poteva capitarmi, essermi liberata di quella mezza ossessione.

K:"Ma che domande, ma certo... ma mica ora, diciamo un secolo fa, lo sai. Con chi hai parlato quando ti ha lasciato tua moglie? me lo ricordo ancora.. eri disperato, 4 ore di conversazione ininterrotta da Ancona a Milano, e con chi hai parlato quando avevi quei problemi insormontabili, e quando ti sei fidanzato..e ..... insomma mi sembra di essere un'amica, che domande fai?"

Ex:"Si ma mi hai mai odiato?"
K:"Mai, sono sempre comprensiva, e poi tutte le cose si sistemano come devono.."
Ex:"Ma ti sei mai pentita degli anni trascorsi con me?"
K:"No, non mi sono pentita, ma non l'avrei mai rifatto... se questa era la domanda"
Ex:"perchè ci siamo lasciati?"
K:"Che hai bevuto? stai morendo? ..... "
Ex:"Lo sai che tua mamma per me è stata sempre una persona molto carina e gentile le volevo bene"
K:" oh guarda il caso, è qui.... te la passo..."

Ora mia madre non lo sopportava, ha ballato pure la macarena quando la storia finì, mi godo lo spettacolo di lei imbarazzata al telefono, le sento dire:"Ma passami a trovare quando vuoi.."

Mi viene da ridere..
forse è vero sono troppo buona.... e avrei dovuto fare la psicologa.

lunedì 24 marzo 2014

Sarà la primavera o avrò preso una botta in testa?



Finisco di lavorare sul tardi, il cliente impressionato dalla mia pazienza e dedizione mi invita a prendere un aperitivo, io non prendo aperitivi con i clienti, al limite un caffè, sono rigida a scanso di qualsiasi equivoco si possa generare. Sto pensando di rifiutare ma in questo caso mi sembra scortese..

D.M: "Allora ti aspetto al bar Pallina, tra un 15 minuti, io vado, vieni con la mia segretaria."
Già messa in questo modo mi sembra proprio una cosa tranquilla ed accettabile. Durante il tragitto la segretaria Miss. Efficienza, mi da delle importanti informazioni, che saranno di sicuro utili per il mio lavoro. Arriviamo al bar, ci accomodiamo e dopo poco entra anche D.M.

D.M:"kyra ho invitato un mio amico bellissimo, sexy, famoso e giovane, spero non ti dispiaccia"
Kyra:"ma no figurati.."

Un uomo che descrive un amico così, mi fa pensare, per la mia vena ironica che si presenterà qualcuno assomigliante a Lino Banfi oppure al Ragionier Fantozzi.
Miss Efficienza, ribadisce che ogni volta che lo vede non si capacita di come Dio possa aver messo tutte quelle qualità in un uomo, che la perfezione risiede in lui.

Kyra: "ma non è che ha anche le ali nascoste sotto la giacca?"
D.M.:" potrebbe essere"

Si ride, e io prendo in giro quel tipo perfetto che ancora non conosco, bel clima umoristico.

A questo punto arriva il "Friend", altro che il Garrett della foto! ma che roba è? per capire da dove arriva dovremmo per forza vedere dove nasconde le ali. Bello, no bello è qualcosa di riduttivo, sexy.. altra cosa riduttiva, questo visivamente è la perfezione maschile fatta uomo.

Si siede vicino a me. Ok, mi dico, non saprà mettere due parole in croce, sarà saccente, idiota quel che basta, narciso, presuntuoso e magari  gay che non guasta. Sono un concentrato di pregiudizi.

Invece è seducente ma non troppo, serio quanto basta, acuto osservatore, fisicamente troppo, ma non troppo che esagera, cortese, aggraziato. Al mio: "scusa ma io non capisco molto di musica classica.." Lui dice ridendo :"dai non è  grave, c'è qualcuno che non ci capisce nulla eppure ci lavora". Dice una cosa che a volte dico io :"chi non sa fare insegna" poi aggiunge: "questo vale solo in campo artistico dove, se tu sei un artista devi fare, l'arte a certi livelli non si insegna è un percorso". Nonostante le parole non traspare alcunché di presuntuoso è disposto al dibattito e a volte disposto alla resa.

Dopo aver parlato e sputato sentenze su tutti gli uomini conosciuti in circolazione, che Dio mi stia dando la prova che anche un uomo può essere perfetto?

"Allora vieni al mio concerto? ti prendo i biglietti magari vieni con il tuo uomo o con una tua amica, mi piacerebbe rivederti"
E lo dice così davanti agli altri perché in fondo che c'è di male? semplice no?

L'aperitivo finisce, saluti, ognuno prende per vie diverse, io mi ritrovo sola a camminare per i vicoli del centro storico, rallento, non ho ancora voglia di prendere l'auto, faccio la strada più lunga.
Penso che stasera ho avuto una grande lezione, l'uomo perfetto esiste. L'uomo con cui ti vedresti bene in qualsiasi situazione. L'Uomo che a volergli trovare un difetto, potresti solo dire: "non è una donna". Ecco sarebbe perfetto, uscite, cene... sesso, risate... chiacchiere, ambiente..

Cammino e sbaglio via, mi ritrovo all'angolo di quel piazzale,  proprio nel punto dove ho incrociato lo sguardo di quel "idiota, narciso, stronzo, vanitoso, egocentrico" l'uomo peggiore, che a cercarlo con il lume.." ed è una vera emozione solo rievocare quell'attimo, i tuoi occhi come fossero prigionieri dei miei, mezzo sorriso imbarazzato, la gente che per alcuni istanti come per magia scompare intorno.
Non ho mai cercato "perfezione" ho sempre cercato "emozione", e tu lo sei ancora..

martedì 11 marzo 2014

La gente che mi piace




La gente che mi piace è creativa, non si ferma davanti alle difficoltà, anzi crea ponti verso cose nuove.

La gente che mi piace sa discutere, litigare, si appassiona ma è disposta a cambiare idea.

La gente che mi piace non scende a compromessi, crede in qualcosa e tira dritto per la propria strada.

La gente che mi piace assapora le cose, le gusta.. e anche nella fretta non perde la lentezza.

La gente che mi piace è onesta anche quando può significare non fare i propri interessi.

La gente che mi piace prende la vita con profonda seria leggerezza.

La gente che mi piace è diretta cruda,vera.

La gente che mi piace potrebbe morire per un ideale.

La gente che mi piace è curiosa, è assetata di sapere spesso seguendo percorsi propri.

La gente che mi piace non da colpe alla società, alla mamma, al gatto, alla peperonata.

La gente che mi piace sa quando è più importante una passeggiata al mare di un lavoro.

La gente che mi piace mi contraddice, pone domande, mi fa arrabbiare.

La gente che mi piace ama ma non possiede, mai odia e mai distrugge.

La gente che mi piace perdona e non dimentica, perché dimenticare è paura di soffrire.

La gente che mi piace è sincera senza ferire, cerca l'obiettività.

La gente che mi piace non causa mai dispiacere agli altri di proposito.

La gente che mi piace sa di avere dei limiti e non per questo vi si attiene.

La gente che mi piace potrà sempre contare su di me.


Mi scusino gli altri ma per loro ho poco tempo.



sabato 15 febbraio 2014

Dolci colle e colori




Entro in quel piccolo negozio che odora di vernice e colla, l'uomo dietro al bancone mi guarda da sotto gli occhiali quasi scocciato dell'interruzione.

 Una signora gentile mi spiega il lavoro che dovrei fare per rendere ancora più artistiche quelle stampe, lei si dilunga in spiegazioni sui colori, sugli sfondi.. è una a cui piace il suo lavoro ed è un piacere ascoltarla.

Ma a poco a poco comincio ad avvertire un fastidio, una cosa alla bocca dello stomaco, forse l'odore della colla, mento persino a me stessa. Ogni tanto è così le percezioni si acuiscono e lo so bene cosa sta succedendo, la percezione della paura, del timore, una sensazione atavica.

Assurdo, questo è quello che penso ogni volta.. e allora comincio a dare la colpa al mio cronico ritardo, ai miei impegni pressanti… all'ansia che non so gestire. Assurdo, sono calma e tranquilla ma c'è qualcosa che non va. Lo so.

Un suono di un campanellino avverte  dell'arrivo di un nuovo cliente, è un tuo amico, mi guarda, penso che ci siamo incrociati innumerevoli volte virtualmente, commentando te. Sto peggio. Fuggire è la soluzione, ma la signora parla e parla.. e nel frattempo ecco che la porta suona di nuovo e arriva un altro cliente, sto appoggiata al bancone e sento chiaramente i due che parlano di te, cose banali, cose normali, eppure ti percepisco lì vicino.

- si, non si preoccupi va bene così.
-è sicura?
-sicurissima.

Finalmente posso uscire, appena fuori dalla porta tiro un profondo respiro. Mi sento cretina, una che s'inventa le cose. Cammino, guardo le vetrine, sorrido tra me e me, pensando che a volte mi comporto come una bambina che ancora parla con il suo amico immaginario.
Svolto per un vicolo e …. eccoti distratto, pensoso con quell'aria infreddolita, non mi vedi ma sei così come ti avevo immaginato.