Eri tu l'uomo "perfetto" , quello che anticipava ogni mia mossa, quello che riusciva a sorprendermi in ogni cosa. Non erano grandi cose, ma eri tu, con quel mezzo sorriso, con l'abitudine di spostarti i capelli con un soffio, tu che a volte mi mettevi un po' di paura.
Eri tu che mi guardavi e sapevi cosa pensavo nel bene e nel male.
Eri quello del "ti amo" detto sotto gli occhi di un barista perplesso.
Eri quello del "attenta quando esci dalla doccia" e arrivavi con le ciabatte in mano.
Eri quello del "voglio fare l'amore con te", detto mentre ti stavo illustrando un mio noioso progetto..
Eri quello del "stasera, non ci sono" e poi comparivi come per miracolo..
Quello delle passioni inconsulte, quello delle domande cattive, quello che sapeva di cosa stava parlando. Quello del "come sei bella", che mi faceva credere la più bella donna al mondo. Quello degli incontri improbabili, delle coincidenza fatte accadere. quello del ti lascio le chiavi, vieni quando vuoi..
E io ero persa, talmente persa dei tuoi occhi grigio verdi, da non ricordare la strada per le mie emozioni, ti lasciavo consumarmi, ancora e ancora..
Avevo desiderato di morire tra le tue braccia dopo quegli istanti di passione, tutto mi era sembrato troppo "eterno" troppo "perfetto". Unico.
Niente avrebbe potuto farmi provare ancora quelle sensazioni, quel senso di appartenenza profondo. la passione bruciava, ed io mi sarei fatta male, tu e le donne, tu ed io.. io e le altre.
Mi avvolge la tristezza, non è un rimpianto, solo che l'idea di te era la perfezione per me.
Tu eri l'uomo che mi permetteva di essere una donna, a volte forte a volte bimba.
A volte ti sogno, parliamo litighiamo come avevamo sempre fatto.. e poi alla fine mi baci, e io mi sveglio pensando che tu potevi essere un sogno da fare ad occhi aperti.
Eppure lo so che c'era qualcosa di sbagliato nella tua passione per me, nel tuo modo di vivere i rapporti, c'era qualcosa di troppo esclusivo, di quasi proprietà.
Quel giorno una stretta sul braccio un po' più forte, e la mattina dopo mi ero trovata con un piccolo segno viola grande come un'impronta, dapprima l'avevo guardato con un misto di tenerezza, poi avevo realizzato che era fine... ero scappata da te per salvarmi.
C'era qualcosa in te che mi ricordava la parte più buia di me.
Eri fuoco ed io ero legna da ardere, sarei solo finita in cenere.
Eppure oggi in mezzo a tanta banalità sento che non mi sarebbe dispiaciuto.
Solo pensieri leggeri e fantasie che attraversano la mia mente, senza spazio temporale, a random, presi dal passato dal presente, e forse dal futuro...
sabato 17 novembre 2012
domenica 11 novembre 2012
Il Maschio Dominante
Esiste un uomo denominato maschio alfa, il leader, il capobranco.. Poi esiste un uomo di una categoria istituita da Kyra che si chiama Maschio Alfa Plus. (Map).
E' l'uomo che quando entra in un locale, sa che potrà avere le donne alfa, beta...delta e infine tutta la gamma, ha in mente le grandi " 4 S" Successo, Seduzione, Sesso, Soldi" in questo preciso ordine, ci crede e lo ripete nella sua mente come un mantra. Non sono facili da trovare, è una specie particolare, narcisa ma obiettiva, egocentrica ma molto osservatrice.
Mentre cercavo di fare da balia all'amica in crisi "depressiva euforica" e il mio compito consisteva, nel non farle commettere qualcosa di cui il giorno dopo si sarebbe pentita, nel non farle perdere la cognizione della realtà, nel non farla bere più dei due cocktails regolamentari...
Ecco che arriva il Map, spalle diritte, sguardo felino, ad ogni donna sulla via lancia un'occhiata del tipo:"non male, e tu non sai cosa potrei farti", è indifferente se bella o brutta, lui si trova in un pollaio e tutte le galline si devono accorgere che lui è l'unico vero gallo.
Le donne si avvicinano, alcune gli parlano, sorridono alle sue battute, lui si allontana e avanti un'altra, le guarda ballare..e già immagina quale di quelle potrà allietare l'uscita dal quel locale.
L'uomo Map, sa che il tipo Belen a letto potrebbe rivelarsi una bellissima bambola gonfiabile, e questo lo intuisce per esperienza, senza bisogno di guardare il video. Lui, quelle le prende una sera al posto della pratica masturbatoria solitaria. Conosce bene il meccanismo della seduzione, e solo a guardarle ballare potrebbe tradurre nella sua mente quali posizioni preferiscono a letto, è un'esperto su questo non si discute.
Sedurre un esperto, è una sfida.. perchè l'unica che potrebbe farlo uscire di testa è il modello "gatta selvatica" sfrontata quel tanto da non far percepire la minima paura o esitazione.
E poi devo far sorridere la mia amica, una di quelle serate in cui ridi...sorridi..e l'amica ti fa diventare un pavone quando ti dirà :"ma tu sei un mito"
Il Map incrocia il mio sguardo.. il suo è diretto, aperto, sorridente, appena insistente,il mio è:"guarda,uno come te,giusto a colazione" e vado a ballare, poco dopo.. il map ha già la serata assicurata in compagnia di una Gallina Stupendis in tacco 14.
La cosa comincia ad essere interessante.
Ballo con un ragazzino imbarazzato, che uso più o meno come palo per una lap dance, il Map si fà baciare sul collo dalla Gallina Stupendis, e continua a godersi lo spettacolo.. La sua immaginazine sta facendo tanti bei film hard... lo guardo dritto negli occhi con un aria di sfida incurante della situazione. Poco dopo si avvicina a me sotto lo sguardo infuriato della gallina che da stupendis sta divenando furentis, mi dice:"tu hai proprio fascino" che in una lingua più volgare sarebbe tradotto con :"a te ti farei fare un 30 posizioni del kamasutra", io rispondo con uno sguardo di sufficienza:"Originale complimenti" che sta per :"tu non la vedi manco in foto"
A questo punto sono diventata il suo unico scopo della serata... quella con lo sguardo da gatta selvatica da sedurre, perchè l'uomo Map non conosce la parola ;"no" non conosce il rifiuto.
Dopo quattro chiacchiere in cui sfodera tutto il suo fascino mi sussurra:"andiamo fuori per una sigaretta o per prendere aria?" -"non fumo, e non faccio sesso per sport". Questo lo confonde lo rende fragile farfuglia:"ma io veramente... volevo cioè.." lo incalzo dicendo:"ma dai siamo grandi, non è questo che avevi in mente?" Non risponde mi fissa, con un misto di ammirazione e odio, che si traduce con un :"ma tu che razza di donna sei?" -"niente di nuovo, sono una razza tranquilla, quella razza che ti piace da morire, ma non è a disposizione...sai agli uomini sicuri preferisce uomini con qualche dubbio.. le sembrano più intelligenti"
Vicino all'uscita, vedo la Gallina Stupendis...le dico:"scusami, ti cercava Map, salutamelo.. poi in quel casino l'ho perso di vista"
lunedì 22 ottobre 2012
The mentalist
Dopo aver conosciuto un genio, mi sono convinta nel profondo, che tutti noi abbiamo una capacità speciale, una particolare dote che ci differenzia leggermente da quelle persone che usualmente frequentiamo.
La genialità è tra la normalità e la follia, più l'asticella si sposta verso la follia, più probabilmente potrai avere una genialità innata, tipo Einstein, Michelangelo, Darwin e Mozart.
Ecco, facendo queste considerazione mi sono trovata poco più che normale, ma con una dose di supponenza ironica devo ammettere di avere un istinto per la "cold reading" o quella quasi inventata da me la "cold writing", quell'insieme di cose che mi fanno credere di assomigliare al famoso "mentalist", ma io non scovo assassini, scovo semplicemente le menzogne di chi interagisce con me. Istinto dovuto ad esperienze randagie, all'arguzia di cavarmela da sola... alla passione per la psicologia o forse al solo istinto...
Ed eccolo lì il collega simpatico, offrirmi di fare un lavoro con qualche bello zero.. semplice.. solo perchè io sono onesta, brava ecct ecct.. Io di fronte a tale offerta quasi irrifiutabile, sento puzza di "polpetta avvelenata", sento che l'individuo mi vuole fregare o già mi ha fregato, non importa il suo sorriso, non importa il suo :"uno non ti può fare un favore che.... ". Dico semplicemente :"no, grazie".
Passano i giorni. Mi arrovello la mente pensando al motivo di quella istintiva intuizione. Ma l'istinto conosce percorsi che il pensiero non può comprendere. Era una polpetta avvelenata fatta per un cane, non per un lupo selvatico.. Poi la verità si fa largo, esce prepotente come un temporale.
La tentazione è quello di aprire la porta e di urlarti addosso, parlarti della tua coscienza in vendita.. arrivare a ricordarti che hai proprio sbagliato soggetto, che certe cose volenti o nolenti prima o poi si pagano con gli interessi. E invece credo in qualcosa di più ampio, definibile forse come karma quotidiano, credo nella mia "bontà", credo nell'impossibilità di farla franca provando a danneggiare gli altri, credo nella "legge del contrappasso". Entro e ti porto un caffè, tanto dovevo farlo anche per me..
martedì 25 settembre 2012
Matrimonio a New York City
Ecco un'email dal mio fratellino americano, è un'originale invito al suo matrimonio a New York City allo Studio 450, sulla 31°strada. Bella notizia, i matrimoni sono sempre belle notizie..
Torno indietro con i ricordi. Tua cugina conosciuta on line su un sito di genealogia. Lei che mi dice:"arriva mio cugino, per favore vallo a prendere alla stazione e controlla quello che combina, sai è così giovane..." Probabilmente aveva dell'italia l'idea : Pizza, Spaghetti, Mafia.
Mi ero ritrovata davanti un ragazzo di un metro e novanta, con due valigie giganti, e la faccia stanca e scocciata, per il tragitto avevi detto forse dieci parole, ed io avevo pensato:"ah, cominciamo bene, pure antipatico.." E invece poi nei giorni successivi avevamo cominciato a parlare, tu non volevi l'università o forse non quella o forse non quel settore, tu e la tua famiglia, tu e la tua passione per la cucina. Andare nei ristoranti ed osservare la tua faccia che ad ogni boccone sta facendo l'analisi, tu potresti parlare per ore di cibo... Io che ti correggo, quell'italiano ancora confuso e strano, tu che mi parli della visione americana della vita, io che cerco di farti comprendere la confusa visione italiana. E parliamo.. parliamo.. E cerchiamo sempre l'obiettività nei nostri discorsi, divertenti paragoni sulle nostre vite diverse. Parlare dei tuoi problemi di fine adolescenza, ed arrivare a discorsi da "adulti".
Le nostre gite di un paio di giorni, Nizza, Montecarlo, Ascoli, Ferrara, Bologna ecc.. e Mantova la nostra preferita. Quanto hai riso di fronte all'aperitivo "Americano". Il perfetto compagno di gite, nessuna paranoia, organizzazione elastica, il tempo che sembra piegarsi alle nostre volontà. Ci manca Matera, e quanta tenerezza mi hai fatto quest'anno quando mi hai detto:"Kyra, senza te a Matera non vado, aspetto che tu abbia tempo.."
Sono passati 6 anni da quell'incontro alla stazione, ed ogni anno abbiamo avuto modo di vederci, scambiarci idee. Poi la tua laurea... E tre anni fa mi dici ho conosciuto una ragazza, me la descrivi con tanta gioia, e io non vedo l'ora di conoscerla, ma come tutte le sorelle maggiori non vedo l'ora di analizzarla, di passarla sotto la lente di ingrandimento. E lei si dimostra carina, decisa, forse troppo decisa, avviata e determinata ad avere una carriera, la stessa che tu invece non ami troppo.
Ti vedo contento girare per Manahattan, mostrarmi i posti più belli poi andiamo a Washington vedo il tuo ufficio, mi sembri triste. Ti vedo diviso tra il sogno di un ristorante-enoteca e la concreta realtà di un lavoro di prestigio a più di 100mila dollari l'anno.
E non posso fare a meno di chiedermi se il matrimonio si incastri tra il bisogno di sogni e il bisogno di realtà.
Sò che leggerai questo post, ti voglio augurare tutto il bene del mondo, sii felice, amala, rendila partecipe di tutti quei bei pensieri che hai. Ma sopratutto lascia sempre un posto particolare per i tuoi sogni, non li chiudere in cassetti troppo difficili da aprire, e non lasciare che "altri" ti indichino la via.
Non esiste nulla di più creativo e pianificatore delle tua volontà per fare della tua vita, la tua personale opera d'arte.
giovedì 6 settembre 2012
Sunday afternoon
Non si può cantare e applicare il mascara. Penso dopo essermi infilata il pennello in un occhio, lacrime.. insulti a me stessa, e la stessa canzone che ronza indisturbata tra i miei pensieri.
Diane Schurr con "Louisiana sunday afternoon" ascoltata per la prima volta, belle atmosfere, avevo sentito il suono del piano,e pensato a me in un vestito nero, con spacco inguinale, mentre cerco di sedurre il pianista, strusciandomi addosso al pianoforte come una gatta.. e lui suona regalandomi mezzo sorriso..
Immaginazione senza confini, fantasie, come sarebbe contento il pianista di vedermi ora, con gli occhi da panda? mahh..
Pomeriggio caldo di fine agosto, è ripresa tutta la mia mania di scrivere, ogni giorno una pagina in più, senza rileggere, ogni giorno un racconto in più, da scrivere. Eppure nonostante questo Mr. Bright del mio romanzo è rimasto incastrato in un pub di Canary Wharf, non riesco a schiodarlo, se ne sta seduto con le mani tra i capelli pensieroso. Un moderno Casanova, un trafficante di sogni,soldi e sesso. Sono mesi che l'ho lasciato li a pensare.. Insomma il mio personaggio è arrivato alla depressione.. non digito niente per tirarlo su, eppure la sua storia nella mia testa sta andando avanti..
Appuntamento con lo scrittore esperto, lui mi dice:"..E scrivilo un romanzo, hai bisogno di ampie scritture, ampi respiri.. non puoi fermarti a racconti pungenti, espressivi ma schifosamente brevi, ognuno potrebbe essere un romanzo e tu tagli tutto, non hai pazienza, non rileggi niente, ogni pagina andrebbe curata come fosse un dipinto, tu invece fai bozze.."
Ma che diavolo poteva saperne lui, di come scrivevo io? Sapeva forse di quando scrivevo lettere d'amore e temi di italiano a pagamento? Non lo ascoltavo più, le sue critiche mi urtavano perchè sapevo che aveva ragione.... Forse l'avrei insultato dicendo:"ma parli tu? scrivi solo robe in cui qualcuno muore in modo truce, che cavolo ne capisci tu, di emozioni, sentimenti, del brivido di scrivere qualcosa di erotico e sensuale, che cosa ne sai di quando la penna sulla carta può essere come una carezza lungo la schiena... e poi tu una donna vera, che ti sconvolge che ti fa pensare al sesso in modo stravolgente, che ti porta sui sentieri della perdizione confondendoti i tutti i sensi, facendoti tremare solo all'idea di una carezza.. l'avevi mai avuta?" rimasi in silenzio..
Non so leggeva i miei pensieri, di certo aveva una espressione quasi ironica, appoggiò la sigaretta, facendo cadere la cenere su dei fogli rilegati, me li porse e disse: "ok, lasciamo perdere, leggi questo e dimmi che ne pensi."
-Un'altro tuo geniale scrittore emergente?- chiesi scocciata.
Lui mi rispose:"Si certo, solo che ancora non lo sà" Aveva la capacità di non farmi mai capire se stesse scherzando oppure no.
Cominciai a leggere controvoglia..
......"Aveva sempre desiderato di incontrare una donna intraprendente, seduttiva, capace di provocare bruschi ed inattesi risvegli dei sensi, indeboliti da una routine opprimente. Una donna emancipata, direttiva e proprio per questo estremamente femminile. Una donna capace di fermare per un attimo il tempo con la magia del suo potere. Una donna con una naturale propensione ad alimentare ardite fantasie. Ora era in balìa del desiderio, sotto l'incantesimo di questa donna misteriosa, audace, curiosa.
Ne avvertiva la pericolosità, l'energia, la sua abilità nel giocare al di là di ogni regola. Tutto ciò lo eccitava terribilmente. Avrebbe voluto essere toccato da lei per dimostrargli gli effetti del suo potere, non per essere soddisfatto all'istante. Stava notando che questo gioco fatto di immaginazione generava in lui un senso di attesa, di desiderio molto profondo, mai soddisfatto e per questo diversamente piacevole. Percepiva questa attesa come fuoco nei polmoni, nel ventre. Attesa ipnotica e suadente che si sentiva autorizzata ad andare ben oltre.
"Ma in fondo io non la conosco e so pochissimo di lei, del suo aspetto, ignoro la sua provenienza, il tono di voce, il suo odore, che musica ascolta” si ripeteva quando il desiderio cedeva il passo alla sua mente educata alla razionalità, alla fermezza, al controllo. Ma per non minacciare quel senso di piacere che da lei proveniva sceglieva sempre di eclissare tali pensieri.Lui aveva un talento tutto suo nel percepire esattamente com'era fatta la persona che di volta in volta gli si presentava. Ma aveva un altro talento, anche se circoscritto alla sfera privata, quello di non ascoltarsi mai.
Anche questa volta sentiva di voler andare oltre il lecito, oltre la razionalità....semplicemente oltre. Avrebbe voluto sapere di più circa questa donna così capace nell'innescare tale tensione. Provava un trasporto che andava al di là della carnalità ma non sapeva descriverlo. Percepiva la presenza di una donna concreta, solida e controllata ma allo stesso tempo felina, notturna, calda.
Lui avrebbe desiderato mettere su un po' di John Coltrane ed affondare il proprio volto tra i suoi capelli. Distenderla sul quel divano dove tante volte lei si era abbandonata a sfrenate fantasie così come a sottili ma tenaci malinconie. Lui voleva massaggiarle la nuca, il collo, le spalle, la schiena, e poi ancora giù fino alle cosce ed ancor più giù. Soffermarsi sui piedi, massaggiarli e baciarli con insistenza, con abilità fino a renderla arrendevole, domarla. Lui bramava i suoi seni, voleva sentirli reagire tra la stretta delle sue labbra, l'impudenza della propria lingua. Baciarla quindi lungo il collo fino a raggiungerne labbra e bocca che immaginava essere molto calda. Avrebbe voluto esplorare oralmente ogni singola parte del corpo di quella donna capace di destare così violenti appetiti. Ma una cosa fra tutte desiderava di più mentre Coltrane fraseggiava nervosamente col suo sax tenore. Dirigersi nuovamente giù, verso lo stomaco, i fianchi ed con audacia continuare fino a poter assaggiare il suo caldo e dolce nettare. Non c'era cosa più desiderabile, peccato per cui valesse la pena essere dannati.
Dio solo sa quanto avrebbe voluto dissetare la propria sete, la propria sfrontata avidità. Quale ricompensa! Già, immaginava i gemiti di lei, che con occhi chiusi si preparava ad accogliere quella particolare tensione che in questi casi monta lentamente, un'atavica risonanza che satura i suoi sensi di donna fino a coinvolgerne ogni singola cellula. Lui s'immaginava le gambe di lei allungarsi, le dita dei suoi piedi distendersi, il suo petto gonfiarsi, le mani con lo smalto rosso che premevano con fermezza sulla sua testa, ora la afferravano per i capelli, ora ne affondavano le unghie sulle spalle. Ecco che il ritmo del respiro di lei inizia ad aumentare e a farsi irregolare. Lei piega le gambe alzando le ginocchia e puntando l'intera pianta del piede sul letto. Stringendo con forza il capo di lui tra le calde cosce alza lentamente il bacino inarcando i lombi offrendogli incondizionatamente la propria intimità fino a regalare al suo palato un'ondata di esplosivo piacere, di caldo e sovrabbondante nettare ... Dopo qualche secondo di silenzio sarebbe tornato all'attenzione il sax ora più suadente di Coltrane, docile e placato. Lei si addormentò."........
Era la cosa più sensuale che avessi mai letto, per un attimo sperai che fosse dedicata a me, mi ero immersa nelle righe, avevo sentito le sue dita, la sua bocca farsi audace..mi ero persa..
Pensai che non sarei mai riuscita a scrivere così.
Lo scrittore esperto, mi scrutò, forse divertito da quel leggero imbarazzo che non riuscivo a nascondere. Volevo trovare le parole giuste per dire cosa ne pensavo, ma i pensieri si erano come evaporati, ero dentro quelle parole e l'unica cosa che uscì dalla mia bocca fu:"mi piace molto, come scrive, chi è?"
Lo scrittore scosse la testa facendo una smorfia di sufficienza: "guarda che puoi scrivere anche tu così, sogna di più, smettila di essere sarcastica, stacca i piedi da terra e lasciati andare.. potrebbe essere un buon inizio."
Ero senza parole, me ne andai con i fogli rilegati sotto braccio, e in testa ancora quella canzone:
"The temperature is rising from the heat, I feel desire burning...I can feel temptation in my bones,but I'm sitting here in my room all alone.. .Louisiana Sunday afternoon.."
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