martedì 20 marzo 2012

Il cliente etico


Avere un cliente che assomiglia a John Malkovich, già mette in difficoltà, figurarsi poi se il soggetto assomigliante ha qualcosa di folle nello sguardo, nelle reazioni.

Appuntamento nel suo ufficio, con la segretaria che interpreta la parte di morto-vivente, inespressiva al punto da poterla considerare simpatica come la pianta verde che vive al suo fianco.

John si alza dalla poltrona, mi fissa in silenzio, poi volge lo sguardo fuori dalla finestra, io so che in questo momento è meglio non proferire parola, il folle mi mette in soggezione. Poi alzando le mani al cielo dice: "Kyra, così non ci siamo, questi risultati non mi confortano neanche un po'.."

Io non capisco, i suoi affari grazie al mio lavoro stanno andando bene. Bisogna sempre dare ragione ai matti.

K: "non avrei potuto fare di più"

J: "è questa il punto!, tu hai fatto anche troppo!"

Ripasso mentalmente, gli errori veniali che avrei potuto commettere in quegli investimenti, ne trovo alcuni assolutamente perdonabili.

J:"ma tu ti rendi conto, stiamo vedendo le economie mondiali crollare a picco, l'europa è un passo dal baratro, l'italia è pressochè in default, la grecia è alla fame.. e tu, mi porti un risultato del genere? un + 15% in tre mesi? dov'è finita l'etica? noi non possiamo guadagnare se gli altri muoiono di fame! Non possiamo gioire di questi risultati, quando lo stato continua ad aumentare le tasse.. Tu devi essere più etica e meno speculativa, io mi fido di te, ma questi risultati mi angosciano.."

La mia tentazione sarebbe stata di chiamare il 113 per un ricovero forzoso, oppure di andarmene sbattendo la porta in modo tale da farla cadere. Invece vidi nel suo sguardo una sfida, la tentazione irrefrenabile di farmi irritare. Non perdere la calma, pensare a soluzioni semplici, non entrare in conflitto, bisogna sempre dare ragione ai matti.

Mi venne in mente l'immagine di un prete che interpreta una predica, ovvia scontata ma di gran impatto. Lasciai John nel silenzio, poi lentamente con voce bassa iniziai:

"John, lei ha perfettamente ragione lei è un pensatore e un filosofo che cerca la giustizia, l'etica, cerca una sorta di illuminazione sulle miserie della gente, bravo John ce ne fossero di persone come lei, eppure io sento che lei vorrebbe una soluzione, sento che le sfugge, forse ha perso la sua fede, ha perso il contatto con il materialismo ha cercato di elevare la sua mente,e poi... arrivo io con questi risultati. Ora mi risponda: "fare i soldi è male?" Guadagnare è male? Essere più ricchi degli altri è male? e no, caro John. I ricchi sono solo più responsabili, più pressati da un sentimento di etica che cercano di ricacciare negli inferi, e invece lei è uno che ha l'obbligo di far soldi, ha l'obbligo di creare profitto, ogni persona che può è obbligato a fare.

Si ricorda la parabola dei talenti? ecco il Gesù ha spiegato tutto, l'unica cosa che non ha detto è cosa farci con i soldi, come rendere giustizia a tutto questa povertà che circonda la gente dannata a fare soldi? Ecco John per questo ci sono io, lei è disturbato dal 15%, va bene, doniamolo ai poveri, facciamo costruire un pozzo a chi non ha acqua, mandiamo donazioni a scuole a istituti di carità, vede i soldi sono un gran bene, sono risorse, sono benefici per tutti se capitano nelle mani giuste, come le sue.

John rimase in silenzio con le mani giunte sotto il mento, scrutò il mio sguardo, si dondolò sulla sedia e affermò: "Sei proprio una grande stronza!"

Sorrisi, presi un'altro assegno per fare soldi su soldi e me ne andai..

venerdì 24 febbraio 2012

Maria la Contessa, e i pettegolezzi

Erano giorni che osservavo quella signora, capelli bianchi, eleganza ricercata, trucco elaborato, e uno sguardo di profondamente depresso, vicino più alla morte che alla vita.
Quella mattina la signora aveva preso il "mio" tavolo per fare colazione.

"Scusi, posso?" avevo detto non aspettando una risposta, sedendomi vicino a lei .
"Piacere, Kyra" dissi mentre tendevo la mano.

Dopo interminabili secondi mi porse la mano, dicendo in modo poco convincente:

"Piacere, Contessa Maria degli Scalari in Alto del Basso Fiume di Roccaventosa"

doveva essere faticoso fare una firma di tale lunghezza, la presentazione di quel nome per intero, voleva solo essere un modo per la contessa, di mettere una distanza consistente tra lei e me. Invece di indispettirmi, trovai la cosa divertente.

"Contessa Maria, dovrebbe finirla di sentirsi piena di rimorsi e rimpianti" dissi bevendo il caffè.
lei non rispose, mi guardò feroce e lentamente rispose: " Ma lei che ne può sapere della mia vita, dei miei successi, dei miei fallimenti, lei si siede qui e dice che dovrei dimenticare? lei non sa nulla di me"

Forse avevo esagerato, presa da una strana frenesia, in cui la mia mente andava veloce più delle parole sussurrai:"Invece io scommetto che lei sà di me cose che io ignoro, solo guardandomi"

le carpii un mezzo sorriso, si stampò in faccia un sorriso vendicativo e mi disse:

"Io so, che tu "scopi" solo con bei ragazzi, non trovi uomini ricchi ne interessanti, solo belli"
Rimasi in silenzio per qualche secondo.

"Adoro gli uomini belli, ma una volta ho trovato un uomo bello, affascinante, interessante, culturalmente superiore, e profondamente ricco"

"E scommetto che ha fatto una brutta fine" affermò la signora.

Ripensai alla storia e scoppiai a ridere.. aveva proprio ragione.

E così cominciò un'amicizia fatta di diversità, fatta dei suoi racconti di Saint tropez, Cortina, Parigi, Londra, New York degli anni 60/70 quando la signora faceva le estati e gli inverni senza lavorare, presa in un vortice di ricchezza di attori, industriali,modelli di vita senza freni, dove sembrava tutto un immenso parco giochi.

La contessa raccontava, e io mi limitavo a sgranare gli occhi dicendo di tanto in tanto qualche "davvero?!!" amavo l'idea che pensasse a me come la ragazza di campagna che godeva dei pettegolezzi sui vip,su Brigitte, su Alain.. sulla dolce vita che non conoscevo.

A volte fingevo di essere stupita, solo per farla contenta, per il piacere di sentirla parlare, raccontare, solo per il gusto di rivederla ragazzina persa nei vortici di una vita che l'aveva abbandonata lasciandola un bordo di un baratro.

Per niente impressionata dai racconti di droghe, di festini discutibili, di questioni di corna incredibili, niente pensavo potesse stupirmi nei suoi racconti, li assorbivo come un libro pessimo scritto bene, all'ora del tè. Poi alcuni tempo fà, presa a leggere articolo di una delle più belle giornaliste del mondo, la contessa sbircia la mia lettura ed esclama:

"ah quella! una gran puttana con le idee chiare"
e io:
"Maria, su basta, è una brava giornalista ha cultura, sa quello che dice, è aggressiva, una donna seria e in carriera"

"Kyra, io la conosco era una mia amica, l'ho ospitata, l'ho presentata a varia gente, si prostituiva per avere la tessera del golf club e del tennis club, non disdegnava un orgia se organizzata con tizio...caio...e sempronio....aveva idee chiare la tipa, diceva che avrebbe cambiato aria, scritto libri, e magari fatto un film"

Sicuramente la signora vaneggia colta da raptus di gelosia, o tanto per cercare di impressionarmi.
Non voglio crederci, voglio salvarne una su cento. Rifletto su quello che mi aveva detto un mio amico giornalista, mi aveva fatto una lista di fatti sulla collega che a pensarci venivano i brividi, ed io avevo tradotto il tutto come :"ecco il povero uomo che non è riuscita a portarla a letto e allora ovviamente ne parla male"

Si accavallano vicende con gente che conosco, e che non conosco, si incastra tutto alla perfezione come un perfetto puzzle pettegolo.

Rifletto e penso che un altro pezzetto della mia ingenuità è andato perso..

lunedì 30 gennaio 2012

Siamo tutti figli di Caino



Epoca post-glaciale

Caino era un agricoltore, Abele era un pastore.
Dio non gradì i doni di Caino, ma apprezzò quelli di Abele. E' giustizia questa? un dono è un dono.

Abele si scocciò di questa situazione e decise di uccidere Caino.
Caino avrebbe fondato la prima città e avrebbe dato numerosa discendenza, come dargli torto?
Un pastore nomade, che ne poteva sapere di attività stanziali? e poi come avrebbe gestito la boria derivata dall'essere sempre il preferito?

Insomma siamo figli di Caino, il cattivo..

Epoca attuale


L'epoca post-glaciale è lontana, i ricordi si affievoliscono e sembriamo tutti a prima vista assomiglianti ai buoni, siamo milioni di buoni con solo qualche piccola eccezione: politici, assassini, evasori..e pochi altri.

La grande nave sta affondando ma, al contrario del Titanic in cui morirono il 70% degli imbarcati.

dopo 100 anni sono morti in percentuale lo 0,96%.

Il Benzinaio: "ah io avrei saputo cosa fare!! eh si, se c'ero io"

Il Ristoratore : " ma come si fà? dico io come si fà? quello è proprio un cretino"

Il Cliente del ristorante con problemi di alcool: " io l'avrei ucciso, subito.."

Il Collega :"E certo, quando si fanno queste manovre non bisogna avere donne tra i piedi"

Il Macellaio: " io questa manovra l'avrei fatta meglio di sicuro"

Il Giornalaio:"e certo aveva con se due donne o forse tre"

La riflessione ad alta voce della mattinata: "io non sapevo che tutti sapeste condurre una nave, lo ignoravo"

Pronti a giudicare qualsiasi errore degli "altri", pronti a verdetti senza speranza, pronti a sapere quello che avremmo fatto noi in qualsiasi situazione ove, non siamo presenti.

Pronti a schierarci con la maggioranza senza farci domande, perchè se è una maggioranza che pensa una cosa deve essere per forza giusta.

Pronti sempre a pensare di riflesso di essere perfetti ed immuni da errori.



Ed ecco in queste situazione divento "il bastian contrario". Non posso farne a meno, di chiedermi se tutto quello che vediamo è "logico".




Se uno tradisce il marito/la moglie, forse avrà avuto un buon motivo.


Se uno ruba, magari non aveva da mangiare.
Se uno uccide, siamo sicuri che sia stato proprio così, siamo sicuri del colpevole?

Se uno ti odia, magari non riesce a digerire quelli che per lui sono i tuoi successi.

Se qualcuno ti ignora, magari è troppo difficile parlare con te.

Insomma io non metto le mani sul fuoco per nessuno, prechè in alcuni casi riconosco la mia debolezza, i miei mutamenti, tutto quello che fa di me un essere in equilibrio tra il bene e il male, un esser che avrebbe potuto essere Caino, e forse per circostanze favorevoli non lo diventerà.

Siamo figli delle ingiustizie, delle rabbie, di quel Caino che fondò la prima città, e spesso ce ne dimentichiamo e nascondiamo tutto dietro quella parvenza di "perbenismo ipocrita".


Diciamo di amare, ma non sappiamo perdonare. Diciamo di perdonare ma non sappiamo dimenticare. Dimentichiamo solo i nostri errori.

giovedì 19 gennaio 2012

Spogliati!


L'anno nuovo è cominciato con una decisione fatidica.
Pagare il mutuo di casa o fare una vacanza "last minute" in un paradiso con temperature tipiche del nostro agosto?
Considerando lo stress accumulato, considerando il prezzo, considerando che il mio potenziale lavorativo stava andando in prossimità dello zero, la mia pazienza era sotto lo zero, l'unica decisione sensata da prendere era: "Una vacanza”.

Ritorno abbronzata, leggermente ustionata dal sole, rilassata, pronta ad affrontare la sfida della scrivania, colma di pratiche e di posta. Telefonate da fare, idee da elaborare.
Riscaldamento alto, cappotto addosso, è una sensazione strana, il freddo che ho fa contrasto con la scottatura sulla schiena che sento. Freddo, percezione acuita. Lavoro decisa a smaltire l'arretrato in un giorno sono le 21, penso di essere a buon punto, quando si apre la porta e compare lui.

- Ciao, ho visto la luce e sono passato a farti un saluto

Rimango leggermente stupita, l'ultima volta gli avevo dato semplicemente dell'idiota per avermi fatto una chiamata alle 2 di notte. E' un amico, decisamente bello, che mi fa pensare ad Antonio Sabato Jr. Sexy ma.. ma.. e non lo so qual è il ma. Lo guardo, mi sembra uscito da una sfilata di moda, vestito molto bene.

Si mette a parlare del mio lavoro con il tono di quello che sa, dice un mucchio di stupidaggini, l'effetto è quello del bambino delle elementari che cerca di spiegare la letteratura ad un laureato in letteratura. Ma non ho voglia di controbattere, non ho voglia di mettermi a discutere, non ho voglia di "acculturarlo", lo guardo.. e mi perdo.. perduta in pensieri viziosi, confusa dai brividi di caldo e freddo che si alternano, confusa dalla sua bocca che si muove, incapace di ascoltare una sola parola.

E mentre lui vaneggia di crisi, di spread, di Cina di export, di investimenti, io penso cose che stupiscono perfino me stessa, cose sensuali sempre più bollenti. Ogni tanto annuisco, dico frasi ovvie, e continuo per le mie fantasie.

- kyra, ma in questo ufficio ci saranno 40°, è caldissimo.

Lo fisso negli occhi e gli dico: Spogliati..

A questo punto capisco che il suono del mio "spogliati" deve essere stato un po' strano, magari con la voce troppo bassa, o forse con quello sguardo con il sopracciglio un po' alzato, che sembra ordinare in maniera arrogante.

- dici sul serio?

il modello sgrana gli occhi, e mi scruta per capire le mie intenzioni, con la bocca mezza aperta, con un imbarazzo che non si addice ad un uomo così.

- ma cosa hai capito? Intendevo dire che puoi togliere il cappotto. Cos'hai pensato?

- nulla, no niente, solo che.. sei così bella.


Rido, sorrido e mi gusto tutto il suo imbarazzo.

E pensare che era l'unica volta che aveva ben capito i miei pensieri.

venerdì 2 dicembre 2011

“Il potere dello stivale. Fa di un uomo un guerriero e di una donna un’amazzone”

Quando ho visto questi stivali, non ho pensato di essere un'Amazzone proveniente dalla "Scizia", non ho pensato di essere la regina "Talestri" che la sapeva lunga in fatto di battaglie..

Quando li ho visti è comparso in me l'insano desiderio di averli, costi quel che costi.
No, per meglio dire: Che costino il giusto. Sempre razionale sempre, tranne che per... lasciamo perdere. Vado su internet, giro e rigiro li trovo.

$ 255,50 che in sono €180,00. Si può fare un'acquisto on line, la cifra mi sembra accettabile.
Piccola svista .. gli stivali sono firmati, e costano ben $2.550,50 (1800 €)!!!

Chi sono quegli esseri che spendono una cifra simile per un paio di stivali?
non rispondete: Attrici, Giornaliste, Politici, Modelle ecc.. no, a queste categorie di persone li regalano.

Cose da fare con €1800:

Vacanza: Florida, Giamaica, Isole Cayman, Honduras, Messico, Bahamas,08 gennaio 2012
Costa Atlantica, 10 giorni, Volo incluso € 1.465

Massaggi: 30 massaggi linfodrenanti rilassanti di 1 ora ciascuno

Ristorante: 10 cene alla Pergola di Roma ( dimenticando lo chef tedesco Heinz) o
10 cene all'Enoteca Pinchiorri di Firenze

e se vogliamo andare sul leggero secondo le mie piccole follie, potrei acquistare 5/8 penne MontBlanc (utilissimo strumento di lavoro), Costo biennale della parrucchiera, Costo triennale di regali e varie.

E' una riflessione sensata, ma il desiderio di possesso è forte, e quando voglio una cosa, la voglio!

Rigiro il problema, e penso, possibile che non ci siano copie oneste, di questi stivali?
e le trovo, bellissime, in pelle, con un prezzo decisamente abbordabile.

Poi mi viene un dubbio etico, uhm copie tarocchi, uhm.. lavoro nero.. uhm bambini che lavorano in condizioni disumane, uhm l'economia che si droga..uhmm

Insomma le seghe mentali sono ad un ottimo livello, quando mi illumino e mi ricordo che conosco qualcuno che importa ed esporta, scarpe.

Gli telefono, parliamo del made in Italy, e lui ride dicendo:"Kyra, ma le scarpe sono fatte per la maggior parte in Cina, dove i produttori di note griffe, riescono ad ottenere prezzi vantaggiosi, sfruttando i poveracci, pagandoli una fame" e mi cita marchi.. nomi.

Insomma questi cinesi vengono sfruttati per il business, i grandi ci fanno i soldi, e le piccole oche portano i prodotti.

In internet faccio amicizia con Lin Zen, mi racconta della sua fabbrichetta, dei sacrifici che fa per copiare i prodotti, del costo della pelle. Mi dice che è un prodotto suo, che non ha accettato grandi commesse, dice che presto uscirà con un design tutto proprio. E' orgogliosa, mi manda le foto dei miei stivali in tempo reale. Belli. Prezzo buono. Sorride, riconosco quel sorriso..è quello di qualcuno che ha conosciuto la fame, un'umiltà orgogliosa, determinata.

E io acquisto,certa che non ho fatto danno a nessun italiano, certo che i miei soldi serviranno a qualcuno per mangiare, non per fare l'ultima sfilata a cinque stelle.

So fatta così..

Lin mi chiede: Com'è l'Italia?
rispondo senza pensarci: "bella"

E la Cina?
"Bellissima" mi risponde Lin.