martedì 9 novembre 2010

Una buona cattiveria


copertina 2° edizione


copertina 1° edizione




Troverete anche il mio racconto: "Il sicario",

comprando il libro, aiuterete l'A.I.S.EA onlus, che raggruppa le famiglie di bambini affetti da L'Emiplegia Alternante è una grave malattia neurologica molto rara; i casi conosciuti in tutto il mondo sono meno di 500.
L'Emiplegia Alternante si manifesta entro il primo anno di vita e persiste nell'età adulta, provocando una grave disabilità motoria, visiva e psico-intellettiva.


http://blog.aisea.org/

venerdì 5 novembre 2010

Verità velenose




Chi può reggere la verità? Chi sa ingerire il veleno della conoscenza facendosi guidare dall'obiettività? Il dubbio, si insinua nella mia mente prepotente, dire o non dire, dire una bugia camuffandola di diplomazia, o una verità che verrà presa per una cattiveria.

Dubbi, non sono fatta per mentire, ma la verità a volte è un veleno troppo letale perchè tutti possano berne senza ferirsi.

Eppure mi guardi e chiedi, forse l'ultima coltellata di verità, l'ultima che ho deciso di non darti, che la verità, come le bugie non ti possono essere insegnate, sono solo cicatrici che la vita ti lascia, come segno di saggezza, come segno di esperienza. E chi sono io per toglierti da questo percorso?

Chiedi giudizi, chiedi opinioni vere..ma non sono le tue, e le mie già ti hanno salvato più di una volta. Ho deciso, starò a guardare, ti sentirò parlare con gli altri, affermare che sono una stronza.. Sentirò dirti:" E' cambiata, con me non è più la stessa."

Ma non importa, la verità è che sono stanca, di essere emulata,invidiata.. sono stanca delle mie verità sulla tua pelle, sono stanca di te, che vivi vegetando, che non ti rendi conto che la vita è adesso. Sopratutto sono stanca delle tue piccole bugie, e si, perchè tu lo sai,io reggo il veleno di qualsiasi verità.. lo sai.

martedì 14 settembre 2010

Sono una scrittrice ;)



E' mattina, sono in ufficio, dopo aver risposto a varie email, decido di prendermi una pausa, avventurandomi nel mare di internet, sul sito di uno scrittore trovo l'invito a mandare un racconto, di un genere che non saprei mai scrivere, penso.

Eppure apro un foglio word, lascio le dita scorrere sulla tastiera, e in venti minuti, ecco il racconto. Non rileggo come al solito, non mi piace rileggere, non mi piace correggere emozioni, così come non mi piace mettere a posto la scrivania, anche se il pericolo di perdermi è sempre alto.

Lo invio all'indirizzo email, con uno pseudonimo. E mi rimetto a lavorare con la sensazione di aver fatto qualcosa come rubare marmellata, come dare un bacio di nascosto. E' una piccola emozione frizzante, un po' irrazionale, stupida..che mi mette di buon umore. E quasi me ne dimentico. Dopo qualche giorno, mi arriva la mail:

"Il racconto è buono, lo prendiamo per il libro, è urgente che ci invii la liberatoria"

E io rimango stupita, contenta...e mi dico:"ma non l'avevo, neanche riletto!!" come se ora questo facesse differenza.

Ma sono felice, come il giorno della maturità, ai complimenti della commissione, come "l'ottimo" avuto quando, mi ero convinta che il Professore sapesse scrivere solo:"più che sufficiente", come il giorno che mi sono iscritta alla facoltà di psicologia,come fare tardi a parlare con l'attore famoso di cioccolata, sabbia e malboro light.

Uno dei miei sogni è stato sempre quello di diventare "scrittore" o al limite "scrivano". Le parole scritte sono creatività allo stato puro.

Oggi ho letto l'articolo che parlava di questo concorso, e trovo tra i racconti scelti, nomi di "veri scrittori". E per un attimo, lo sono anche io!

martedì 31 agosto 2010

Viaggio nel tempo, destinazione Ottocento

Siamo nel 2010, molti dei mei sogni di ragazzina si sono avverati:

1)parlare con qualsiasi persona in ogni parte del mondo in un secondo;
2)accesso a qualsiasi tipo di informazione;
3)trasmettere foto, lettere, sorrisi, in tempo reale.

Certo non avevo pensato alle controindicazioni:

1)Mancanza di contatti fisici;
2)Accesso a una marea di informazioni immondizia;
3)Vita virtuale che attenta quella reale.

In questo genere di riflessioni sono piombata stamattina dopo una telefonata allucinante:
"Kyra, lo sai sono un po' giù ho visto che conosci "tizio", ho bisogno di una storia di sesso, me lo fai conoscere? Sai se c'è qualcuna che l'ha collaudato?"

Nonostante la mia proverbiale prontezza, non sono riuscita a dire nulla.. Sono rimasta semplicemente smarrita, una sensazione strana, come appoggiare una bistecca sul tavolo, senza piatto, senza tovaglia, come un ritorno alla preistoria, ai sentimenti trogloditi.

Rispondo uno stentato :"eh ci devo pensare.." e riattacco.

Poi mi viene pensato a questo film "Persuasion" di Roger Michell (lo stesso regista di Notting hill,e di Ipotesi di reato)uno spettacolo di sentimenti, emozioni, sensazioni, un piccolo capolavoro di sguardi teatrali, riguardo questo riassunto su you tube,e penso: Per favore, per un giorno portatemi nell'ottocento!!

venerdì 30 luglio 2010

La morale della zia





La parola moralità deriva dal latino "moralis" può essere associata alla parola greca "ethos" etica, e significa costume,comportamento, consuetudine. La moralità per sua definizione sintetica, non prevede altro, moralità è una parola piena, quasi compiuta ed io ho sempre odiato gli assolutismi, e amo le filosofie relativistiche.

E' anche vero che si tratta in fondo di osservazioni diverse di quella che potremmo definire a torto realtà.Chi mi conosce,sa che fin da bimbetta, ho comninciato a farmi "seghe mentali" sul significato delle cose, perdendomi in ragionamenti semplici come il labirinto di Chartres.
Ogni volta era la stessa storia, pensavo e ripensavo.. credendo che nella mente ci potesse essere la risposta di tutto,mi sbagliavo la risposta sta sempre nell'immaginazione e nell'osservazione. Nell'adolescenza, il problema "morale" era molto sentito. Un giorno, sentii due mie zie parlare. La zia Olga aveva una figlia bellissima, una specie di Ilary Duff, l'altra zia Marta aveva una figlia assomigliante a Beth Ditto,forse peggio.

La madre di Beth sosteneva che sua figlia era una specie di santa, dedita allo studio, senza grilli per la testa, ubbidiente, e dopo aver elencato tutte le qualità della figliola aggiunse con cattiveria:"Sai Olga mia figlia è proprio brava, ha una grande moralità, non è che sbaciucchia in giro i ragazzi, nessuno suona il clackson sotto la sua finestra, lei si che li sa tenere a bada, tua figlia invece scusami tanto ma è un po' chiacchierata, magari non farla uscire.."

La zia Olga fece un lungo sospiro e rispose:"Cara sorella, tua figlia è una santa perchè non gliela chiede nessuno, è una santa perchè non c'è ragazzo che la corteggia, e così carissima è facile essere sante, è facile studiare, è facile.. ma ti dirò di più, la vera santa è mia figlia che oltre a essere bella e avere un sacco di corteggiatori, riesce da due mesi a baciare sempre lo stesso, e riesce pure a portare la sufficienza negli studi..cara mia per lei si che è difficile"

Tra le due scese il silenzio, io continuai imperterrita a far finta di disegnare...e pensai di aver risolto tutti i miei dubbi sulla morale cioè è "relativa e personale".

Qualche giorno fa un amico mi fa un discorso sul "tradimento" è ovvio che lo fa per farsi bello, però dopo un po' che parla sono quasi convinta che creda di crederci.

Attacca con un "io non tradirei mai" a cui rispondo con un:"mai dire mai, la tua vita non ti è stata detta in precendenza e tutto può succedere"

a questo punto mi zittisce dicendo:" se mi dici così vuol dire che pensi di tradire o hai tradito, o magari vorresti farlo.." e io:"dico solo che sono possibilista, e poi si può anche tradire con il pensiero, e questo non è censurabile, e solo più ipocrita, visto che è normale avere fantasie, magari anche trasgressive..ma i pensieri non sono cosa materiale, e chi sono io per giudicare chi invece di pensare, vive le emozioni e fà?, scusa ma secondo te è molto più morale, qualcuno che si reprime, e muore di desiderio?"

Il mio amico continua, incartando un discorso, che neanche San Tommaso avrebbe creduto, gira e rigira, parla e punta il dito contro una morale corrotta, sostiene che l'amore e il sesso sono la stessa cosa. Insomma si scalda, che io solo ad aver ventilato la possibilità, mi sento peggio della Maddalena, che tra l'altro riscuote tutta la mia simpatia.

Ed ecco in quel momento l'illuminazione, mi torna in mente il discorso di Zia Olga, vado per analogie,sul momento non trovo il nesso... poi ridendo dico al mio amico: "Non sarà che tu ce l'hai piccolo?"